Un ultimo grazie a Luisella Giordani

luisellaHa fatto alla svelta. Non ci ha dato neanche il tempo di abituarci all’idea. Era così anche nel gruppo diversa..mano, del quale faceva parte fin dalla sua costituzione. Non si faceva in tempo a sperimentare una nuova tecnica per i nostri lavori manuali, che Luisella arrivava alla riunione settimanale con ulteriori variazioni e personalizzazioni della tecnica di base. Lavorava con cura e precisione, e alla svelta. Le cose da fare erano tante: sorprese e regali per i nipoti, i laboratori creativi per l’associazione diversa..mente e le bancarelle del nostro gruppo, l’animazione per i bambini della biblioteca di Cassano… Luisella li chiamava “libri”, ma quelli che ha concepito e realizzato sono veri e propri teatrini, che raccontano una filastrocca o una storia intera e te la fanno vedere e toccare.
Lo scorso giugno era diventata Cavaliere della Repubblica, in riconoscimento dell’attività svolta come donatrice di sangue. Qualche anno prima era toccato a Pasquale, che per lei era semplicemente “Marito”. Si sentiva perfino la maiuscola, quando chiedeva “Marito, dove sei?”, “Marito, andiamo?”, come se quello fosse davvero il suo nome. E dicono molto di questa coppia le due pergamene che certificano l’attribuzione del cavalierato, appese nell’ingresso della loro casa, esattamente alla stessa altezza, con la stessa cornice, perfettamente simmetriche. Vicine e inseparabili. Anche noi avevamo festeggiato con una torta l’evento, che la rendeva particolarmente orgogliosa, esprimendo un rispetto per le istituzioni che è  diventata cosa rara e preziosa.
Ma prima ancora che membro del gruppo diversa..mano, Luisella era socia affezionata e fedele della CFL, che per lei era e rimaneva “la Commissionaria”. Faceva parte di quel gran numero di soci che partecipano alle assemblee, che esprimono la propria opinione e che riconoscono la specificità peculiare della nostra Cooperativa in quella che chiamiamo Area sociale.
Vogliamo essere noi, stavolta, a rivolgerle quel “grazie” con cui rispondeva ogni volta che chiedeva una spiegazione o un chiarimento.
Noi siamo lenti, e ci metteremo ancora del tempo ad abituarci all’idea.

Voglio però ricordarti com’eri,
pensare che ancora vivi,
voglio pensare che ancora mi ascolti
e che come allora sorridi
e che come allora sorridi…

I tuoi amici ed amiche di diversa..mano

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