È la stagione delle melanzane!

La melanzana, nome scientifico Solanum melongena L., è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Solanacee (la stessa delle patate, dei pomodori e dei peperoni). I fiori, piuttosto vistosi e di tinta violetta, nelle varietà tradizionali sono solitari, ermafroditi, a fecondazione sia autogama che incrociata. Il frutto è una bacca carnosa di forma e colore diversi secondo le varietà, collegata alla pianta da un lungo peduncolo, spesso legnoso, ricoperto di spine, come il calice che avvolge parte del frutto. Il sapore è caratteristico e piuttosto pungente. Va consumata cotta, perché da cruda contiene solanina.

È originaria delle zone calde dell’India e della Cina. In Europa sembra che non fosse conosciuta fino agli inizi del Medioevo, portata nell’area mediterranea dagli Arabi, dapprima in Andalusia, nel sud della Spagna, mentre in Italia viene cucinata a partire dal Quattrocento.

Gli Arabi chiamano la melanzana badingian e in Italia venne aggiunto il prefisso melo– divenendo così melobadingian, quindi melangian, da cui l’attuale nome. Quattro secoli fa, studiosi e naturalisti accettavano l’antica credenza che faceva derivare il nome di melanzana dal latino malum insanum, cioè frutto insalubre. Si riteneva addirittura che le melanzane provocassero la pazzia.

Durante la seconda guerra mondiale le sue foglie venivano essiccate al sole ed usate per confezionare sigari o sigarette, in sostituzione del tabacco.

Ha poche calorie, basso contenuto di grassi, proteine e glicidi e contiene pochi zuccheri. Contiene vitamine del gruppo B, C, acido folico, potassio, fosforo, sodio e calcio. Contiene sostanze amare simili a quelle contenute nelle foglie dei carciofi (che stimolano la produzione della bile e abbassano il colesterolo), acido caffeico e clorogenico (azione antibatterica) e alcune sostanze che aumentano la secrezione di ormoni surrenali. È diuretica e si ritiene utile come blando sedativo. Non contiene glutine. Può essere consumata anche in caso di disturbi gastrointestinali, fatta eccezione per l’ulcera gastroduodenale e in caso di ipertensione.

Melanzana meno amara Prima dell’utilizzo in cucina, è consigliabile lasciarla “spurgare” acqua in uno scolapasta con un po’ di sale fino o grosso in modo da farle perdere parte dei liquidi che le conferiscono un gusto amaro. Dopo di che, eliminare il sale in eccesso. In alternativa, si può anche tenerla a bagno nel latte.

Parte migliore della melanzana È sempre meglio usare la polpa con un po’ di buccia. Meglio sarebbe eliminare la parte centrale bianca e ricca di semi, che è anche la parte più amara.

Maschere per il viso In cosmesi si utilizza la polpa per preparare maschere nutrienti per la pelle, schiacciando con una forchetta la polpa di melanzana e poi applicandola sul viso, da sola o mescolata a yogurt, per una ventina di minuti.


A cura di Franco Sonzogni
Fonte: alimentipedia.it

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