Il ritorno della canapa in Italia

Israel grows medicinal marijuana in SafedUna produzione che torna galoppare, nonostante una logistica agli albori, una sfida che i contadini hanno dimostrato di aver voglia di cogliere, al di là delle difficoltà, una pianta che viene riscattata da petrolio e pregiudizio, i due macigni che l’hanno schiacciata per decenni. Torna a risorgere in Italia la canapa e ci si accorge, all’improvviso,di quanto abbia profondamente fatto parte della nostra storia, del nostro quotidiano. A trainare la carovana delle 314 aziende che quest’anno hanno intrapreso il nuovo corso presieduto da Felici Giraudo, ha sede a Carmagnola in Piemonte e ha menti sparse in varie regioni. Si sperimenta anche laddove questa pianta è sparita totalmente a partire da secondo dopoguerra. È il caso della provincia di Lecce, dove l’associazione “Casa delle agricolture Tullia e Gino” (Girolomoni, padre del biologico e fondatore della cooperativa Alce Nero) ha stimolato il nucleo di una rete di coltivatori che, il 16 marzo scorso, hanno avviato “Canapa, ritorno al futuro”, la prima semina collettiva apposita su terreni abbandonati. Lo diceva quella scritta, nell’affresco sui portici di viale Indipendenza, a Bologna: “Panis vita, canabis protectio, vinum laetitiae”. La canapa serve a proteggere. Filata al telaio per vestiti, coperte e copricapo; usata per riscaldare le abitazioni, in mare anche per vele e funi. Ripensata, oggi, anche come fibra per bioedilizia. E, con sorpresa, come alimento straordinario della tavola, che tra l’altro, a partire dal 2008, ha anche la variante biologica. È considerata un “vaccino nutrizionale”, grazie ai suoi principi: se ne ricavano olio, birra, farine, pasta, dolci. Lo stesso Ministero della Salute, nella circolare del 22 maggio 2009, ne ha riconosciuto il contributo eccezionale per l’organismo umano. Ma non è tutto. La canapa è una pianta ecologica, praticamente biologica: non ha bisogno di acqua se non nelle zone più critiche, non necessita di concimi, diserbanti, antiparassitari. È per questo che vien utilizzata per la rotazione colturale e la diversificazione, alternata con cereali, leguminose, foraggiere, ottima per concimazione organica con il compost. In somma, fa da sé; più idonea ai terreni sciolti in pianura, ma in grado di adattarsi anche sulle colline non troppe ripide. Soprattutto, è pianta che sa rigenerare: radici profonde che penetrano nel sottosuolo e trattengono eventuali metalli pesanti consentono di “fitobonificare” terre inquinate. “È come il maiale, non si butta via niente”. E la ragione alla base dell’exploit delle nuove coltivazioni di Cannabis sativa, caratterizzata da un contenuto di tetracannabinoidi (THC )inferiore al 2%, in questo diversa dalla marijuana. Le stime di Assocanapa, basate sulle vendite di seme e sulle densità dichiarate dalle aziende, la dicono lunga: al 20 luglio 2014 la superficie totale è arrivata a 1.289 ettari, il triplo dell’anno scorso, in quasi tutte le regioni italiane. È tutto rose e fiori? No, non lo è. Il problema più serio resta la mancanza di macchinari per la prima trasformazione delle paglie. Fino a quest’anno in Italia era attivo un solo impianto quello di Carmagnola. Il 30 agosto a Crispiano (Taranto) ha aperto i battenti il secondo impianto. Le distanze sono da mettere in conto perché vanno ad incidere sul ritorno economico. A fare i conti della serva è la stessa Assocanapa, che una considerazione sente di farla: “La coltivazione non potrà essere disgiunta dalla realizzazione di impianti di prima trasformazione ai quali le balle di steli possano essere portate con mezzi agricoli. Se questi impianti saranno gestiti dagli stessi agricoltori o loro forme di associative, il loro margine di utile potrà diventare sempre più interessante”. Ecco perché la canapa ha anche un’altra qualità: è pianta che costringe a stare assieme, a ripensarsi come comunità di contadini, a superare il vizio cronico della scissione dell’atomo, imperante soprattutto nel Meridione. Da “Mediterraneo”, inverno 2014 La canapa per alimentazione è ricca di acidi grassi essenziali come Omega 3 e Omega 6, nonché di vitamine E, B1, B2 e di antiossidanti naturali che contribuiscono a prevenire e curare infiammazioni, allergie e malattie di vario genere. Prodotti a base di canapa disponibili in CFL.

PRODOTTI ALIMENTARI Birra alla canapa Gomasio alla canapa Cioccolato fondente e al latte alla canapa Farina di semi di canapa Olio di semi di canapa Pesto alla canapa Semi di canapa interi e decorticati Snack alla canapa

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