La partecipazione è ancora importante o…

Il prossimo 11 maggio, come da convocazione pubblicata su «L’Eco di Bergamo» e su «Gente che coopera» “speciale bilancio”, si svolgerà l’assemblea ordinaria dei soci di CFL per la discussione e l’approvazione del bilancio dell’anno contabile che si è chiuso al 31 dicembre 2017.

È in questa occasione che i veri proprietari di CFL, i soci, approvano l’operato del Consiglio di amministrazione che hanno eletto, o lo mettono in discussione, al limite anche non approvando il bilancio o dando delle precise indicazioni su come proseguire la gestione.

È una possibilità estrema, ma concreta, perché prevista dal nostro statuto e, se non bastasse, anche dal Codice civile.

Per esercitare questo potere però bisogna partecipare fisicamente di persona all’assemblea, o delegare una persona di fiducia a rappresentarti.

Partecipando alle riunioni di Confcooperative mi sono reso conto che la maggioranza delle cooperative di consumo che hanno chiuso, lo hanno fatto a causa di una gestione pragmatica o peggio ancora demagogica, senza porre attenzione ai cambiamenti delle abitudini e alle evoluzioni dei consumatori, effettuata da Consigli di amministrazione poco attenti o, peggio ancora, incapaci.

Ma i soci dove erano?

Come del resto succede anche nella nostra CFL, partecipare all’assemblea non è prioritario tra i nostri impegni, anche se una serata, massimo due all’anno, ci potrebbero anche stare.

Se ci piace fare la spesa nella nostra Cooperativa, vuol dire che il nostro punto vendita riesce a praticarci condizioni migliori rispetto ad altri supermercati.

Che le condizioni riguardino i prezzi, la qualità dei prodotti, il rapporto qualità/prezzo dei prodotti, o semplicemente il modo e la cortesia con la quale veniamo serviti… non importa, l’importante è che esso continui ad esistere, a migliorare e anche a coinvolgerci in acquisti che, oltre a soddisfare le nostre esigenze fisiche, soddisfino anche la voglia che ognuno di noi ha dentro, e cioè di contribuire a lasciare il mondo un po’ meno inquinato di quanto l’abbiamo trovato con meno imballaggi superflui, con prodotti che per produrli non creino deperimento del suolo e sfruttamento del lavoro umano.

Ed è in questa logica che impegnare una serata per capire e seguire quello che i nostri consiglieri stanno facendo, non mi sembra chiedere tanto, anche se comunque tramite i moderni sistemi di comunicazione o anche semplicemente presentandosi personalmente, i componenti del Consiglio di amministrazione sono a disposizione, sia per una chiaccherata sia anche per ricevere consigli o critiche. L’importante che i contatti avvengano in modo diretto e chiaro, evitando le chiacchiere da corridoio, che non raggiungono quasi mai uno scopo utile, ma sono solo fini a se stesse.

Il prossimo anno sarà già ora di rinnovare il consiglio. Cominciamo a pensarci. Non aspettiamo che i soliti ci vengono a cercare. Proponiamoci.

Ve lo garantisco, se fatta con passione è anche una bella esperienza.

Vi aspetto tutti all’assemblea.

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