La voce dei soci (promotori) /1

Gent.mo Presidente,
sono stata presente all’incontro che si è tenuto lunedì 11/11/2013, ho ascoltato con attenzione tutti gli interventi dei soci presenti e in molti dei quali mi sono ampiamente riconosciuta.

Ho deciso di non intervenire perché riconosco i limiti del mio carattere passionale e per questo motivo sento il dovere di scriverle ed esprimerle il mio parere.

La prima riflessione è sulla convocazione dell’incontro e sui suoi contenuti.

La relazione che ha presentato è stata tutta orientata sulla tragica situazione economica della Cooperativa e sulle ipotesi delle scelte da adottare per fronteggiare lo stato generato da una non buona amministrazione delle risorse disponibili.

Sarebbe forse stato corretto da parte sua e del CdA convocare in prima istanza l’assemblea dei soci arrivando gi con le soluzioni adottate, dato che l’elemento tempo (siamo gi a met novembre) non è certo a nostro favore.

Le ricordo che il CdA è responsabile della gestione, mentre le scelte strategiche sono di competenza dell’assemblea dei soci. La sensazione, avvertita non solo da me, ma anche da tutti i presenti, è stata quella di essere stati coinvolti, per condividere decisioni e responsabilit che spettano solo al CdA.

Inoltre è apparso alquanto strano che alcuni soci più sensibili al futuro della nostra Cooperativa siano stati convocati per fornire pareri e idee in un momento in cui la situazione economica è disastrosa e la necessit d’intervenire tempestivamente si fa sempre più pressante. Al contrario non è stata sentito questo bisogno, quando si è trattato di acquistare la palazzina e tantomeno quando gi all’approvazione dell’ultimo bilancio, nelle assemblee parziali, è stato lanciato da parte di alcuni soci presenti il grido di allarme.

Non possiamo certo dire “non lo sapevamo” e non possiamo ancora nasconderci dietro il dito, magari dicendo mezze verità.

La risposta che è venuta dai presenti mi è sembrata, e io condivido, estremamente chiara: le scelte, purtroppo dolorose, toccano a voi e non potete cercare o chiedere sostegno a chi fino a questo momento è stato completamente escluso dalle scelte che il CdA ha adottate sia nel primo mandato, di cui Lei era ancora presidente, che nel nuovo.

Apprezzo comunque l’idea di riprendere un dialogo con i soci più coinvolti è più sensibili in modo che le scelte future e che riguarderanno le linee strategiche gli obiettivi del 2014 possano essere discusse e riportate all’assemblea con un pre–lavoro condiviso.

Per fare ciò, ritengo che la condizione necessaria e sufficiente, sia quella che la chiusura del bilancio del 2013 cominci a vedere un’inversione di rotta per puntare decisamente ad un pareggio credibile per il 2014 (non un budget fantasioso come quello di quest’anno). La mancanza di ciò rende inutile parlare di aria fritta.

Un socio presente, a proposito, ha fatto la richiesta che al prossimo incontro Lei si presenti con un piano di ristrutturazione deciso ed avviato e con un piano di vendita della palazzina dettagliato in cui siano evidenziati i costi effettivi dell’immobile, sia rispetto al suo prezzo di acquisto che di ristrutturazione alla data odierna. Inoltre, ritengo opportuno che nel piano di vendita vengano indicati i probabili acquirenti e la modalit con cui è stata lanciata l’offerta. In questa situazione non è possibile, a mio parere, parlare di trattative segrete. Le ricordo che il mercato immobiliare è fermo ormai da tempo, per cui sembra paradossale che ci sia un offerente desideroso di fare quello che io definisco un “non affare per eccellenza”, tra l’altro con la grande quantit di immobili a disposizione a costi ribassati sul mercato.

Per quanto riguarda l’incipit della seconda parte della serata, “verifica e ridefinizione del modello CFL”, inteso se non ho capito male come posizione strategica e commerciale, nel breve intervento di Marco Brulli ho colto due cose di per sé, a parere mio, stridenti non solo rispetto alla storia della Cooperativa ma anche rispetto a quella che è oggi la sua base sociale.

La prima riguarda le caratteristiche personali richieste agli eventuali candidati al consiglio di amministrazione: Marco Brulli ha posto l’accento sulle “competenze” dei futuri candidati. La visione presumo che sia centrata su un modello aziendalistico che, come abbiamo potuto sperimentare in questi ultimi anni di gestione, ha portato ai risultati che abbiamo sotto gli occhi. Se non ricordo male, sia nella composizione dell’ultimo CdA che in quello attuale, le competenze “manageriali” non mi sembra che siano mancate.

Le competenze, secondo il mio umile parere, in una realt come la nostra, possono essere a volte necessarie ma non certamente sufficienti. Le ricordo che i consigli di amministrazione nella storia della nostra Cooperativa sono stati composti nella maggior parte dei casi da persone semplici ed umili che hanno avuto il coraggio di lanciarsi in questa avventura e portare la Cooperativa alla realt odierna.

Dal breve intervento di Brulli è emersa la spinta verso il cambiamento, ed allora se dobbiamo cambiare cerchiamo di non scimmiottare modelli che non hanno niente a che fare con la nostra realt e che si sono gi mostrati da tempo fallimentari, basta guardarci attorno.

La seconda riflessione riguarda una frase che ho sentito e che comincia ricorrere troppo spesso tra gli amministratori e qualcuno del personale: “per migliorare le vendite è necessario cambiare il layout“.

Queste operazioni sono quelle classiche che mettono in atto la grande distribuzione, per invogliare all’acquisto, anche delle cose inutili. Mi sembra che ciò non abbia niente a che fare con la storia ed i valori della nostra Cooperativa.

Tra l’altro l’ultima indagine ha messo in evidenza come i soci sono contenti di come la Cooperativa ha organizzato la sua offerta e non sono state mosse critiche né sulla presentazione di prodotti né sull’organizzazione degli scaffali.

Per cui ritengo alquanto inutile e deleterio andare in questa direzione.

Forse, quello che ci serve è soltanto tornare a recuperare un po’ dell’esperienza passata, magari soltanto ridimensionando il punto vendita e coinvolgendo, come si faceva una volta, i soci, in quanto consumatori, sulla valutazione dei prodotti, riattivando la commissione acquisti e valutazione.

Le chiedo inoltre, gentilmente, di pubblicare questa mia lettera su «Gente che coopera», ritengo opportuno che nella situazione in cui ci troviamo la circolazione di informazioni sia importante per coinvolgere tutti quelli che hanno a cuore la sorte della CFL.

Cordialmente,
Rosanna Guaiana

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