Lettera del presidente ai soci

Qualsiasi scelta di indirizzo strategico che un’impresa decide di compiere deve trovare il suo naturale riverbero nel bilancio d’esercizio, ovvero deve trovare nel bilancio quegli elementi quantitativi e qualitativi che confermano le scelte fatte.
Questo bilancio, che chiude con un risultato positivo dopo le imposte, è il risultato di questa sfida, risultato ottenuto in un anno non facile per CFL in un contesto economico e sociale altrettanto difficile.
Un plauso va fatto all’intenso lavoro svolto da dipendenti, direttore, consiglieri e soci che ci hanno creduto. L’obiettivo comune è stato quello di dimostrare non solo la validità commerciale del nostro modello distributivo, ma soprattutto la sua sostenibilità sia economica che valoriale, connubio questo a mio avviso imprescindibile per una cooperativa.
Anche l’appello per rilanciare CFL fatto dal presidente onorario ha sicuramente contribuito a raggiungere il risultato positivo.
Nelle pagine dedicate alla relazione sulla gestione troverete tutti gli elementi di tipo quantitativo e qualitativo che delineano le direttrici del lavoro fatto, lasciando poi alle assemblee il tempo per gli approfondimenti. Lascio a voi le valutazioni, ma secondo me il risultato è pregevole, specie perché l’alternativa era la chiusura.
Le misure attuate durante l’anno, a cominciare dall’inserimento di un nuovo direttore per la rinuncia del precedente, ricalcano il programma stabilito nelle assemblee di febbraio e da voi approvato.
Tra questi interventi il più evidente è, sicuramente, la revisione del layout del punto vendita, accompagnato da altri di tipo più organizzativo e gestionale. Sebbene meno evidenti, queste misure hanno contribuito a migliorare in maniera sensibile la gestione caratteristica. Per fare due esempi il recupero della marginalità dovuta a una maggiore efficienza negli acquisti, è risultato ormai acquisito, così come la riduzione del costo del lavoro ottenuto attraverso sia l’utilizzo della CIG, sia grazie a fuoriuscite spontanee e programmate.
Grande attenzione è stata poi rivolta alla ripresa e consolidamento della collaborazione con il nostro consorzio di riferimento, rapporto divenuto ormai insostituibile.
Il futuro ci dirà se SAIT saprà essere in grado di soddisfare in maniera sempre più appagante il consumatore lombardo, ovvero se, servendo diverse cooperative lombarde, saprà dimostrare la sua vocazione non solo al territorio trentino.
Ricordiamoci che un territorio sempre più affollato di concorrenti impone a tutti gli attori un cambio di passo, sia in termini di idee, che di rapidità nell’attuarle.
Ora uno sguardo agli obiettivi del 2015: un anno da spendere per concludere l’opera di equilibrio di bilancio, il rafforzamento della nostra distintività commerciale supportata da una robusta azione di comunicazione, oltre che proseguire con il lavoro di sinergia, sia con le cooperative di consumo lombarde, che attraverso la rete del territorio.
Ritengo che questa attività ci permetterà sia di esaltare il nostro ruolo di cooperativa di consumo ma anche sociale, e, grazie agli stimoli e le esperienze che ne deriveranno, di poterlo giocare sia nei confronti dei nostri soci che verso il territorio che abitiamo.
Tutto questo all’interno di una visione complessiva che deve vedere CFL in prima linea nel perseguire il cambiamento, cambiamento da interpretare non solo come medicina dei propri mali ma soprattutto come antidoto all’estinzione.

Marco Brambilla

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