Recensioni di settembre

Gianumberto Accinelli
La meravigliosa vita delle api – Amore, lavoro e altri interessi di una società in fiore
Pendragon, 2016, pag. 155, illustrato,€ 14,00 (al socio € 11,90)

L’entomologo Gianumberto Accinelli, utilizzando una profonda conoscenza scientifica insieme alla sua capacità di divulgatore, ci porta all’interno dell’alveare per farci conoscere da vicino la vita delle operosissime api, abili architetti capaci di costruire senza strumenti celle perfettamente esagonali e tutte uguali. Contemporaneamente il libro ci porta in giro per il mondo in cerca della perduta ape italiana, considerata la migliore di tutte. Grazie alla guida dell’autore saremo in grado di capire il complesso linguaggio di questi affascinanti insetti, l’unico in tutto il mondo animale ad essere “simbolico”, capace cioè di comunicare concetti astratti; saremo messi in grado di capire le ragioni della sindrome da spopolamento degli alveari, mettendo in luce l’importante ruolo delle api nella biodiversità.

Accanto al testo, nel volume è presente anche una serie di immagini, testi poetici e aforismi dedicati alle api, di cui vengono celebrate la bellezza e lo stupore che tutti gli esseri umani, fin dall’alba della loro storia, hanno provato al loro cospetto. A chiusura del volume la Descrizione dell’ape (1630) dell’Accademico dei Lincei Francesco Stelluti, il primo studio sulla struttura anatomica dell’insetto basato sull’osservazione al microscopio galileiano.

“Il libro che state per leggere vi suonerà allo stesso tempo imprevedibile e familiare, e riuscirà a sorprendervi a ogni pagina. Familiare, perché le api più di altri insetti ci sembrano vicine e note; imprevedibile, perché questa presunta “familiarità” si basa il più delle volte su miti, leggende, conoscenze superficiali, stereotipi, convenzioni. Ed è quindi ancora più piacevole — come miele in bocca — scoprire cosa davvero sappiamo e cosa no, mettere in tensione dialettica il senso comune e le acquisizioni della scienza, attraverso un sapere dettagliato e rigoroso, che non potremmo mai trovare in nessuna ‘Favola delle api’.” (Wu Ming 2)

Giovanni Bietti
Vini naturali d’Italia – Manuale del bere sano

Vol. 1: Lazio, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo
Edizioni estemporanee, 2011, collana “La terra e la passione”, pag. 144, € 12,50 (al socio € 10,62)

Vol. 2: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna
Edizioni estemporanee, 2010, collana “La terra e la passione”, pag. 144, € 12,50 (al socio € 10,62)

Vol. 3: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna
Edizioni estemporanee, 2011, collana “La terra e la passione”, pag. 144, € 12,50 (al socio € 10,62)

Vol. 4: L’Italia del nord–est
Edizioni estemporanee, 2011, collana “La terra e la passione”, pag. 144, € 12,50 (al socio € 10,62)

Una serie di quattro volumi che percorrono tutte le regioni d’Italia, a costituire le tappe di un viaggio specificamente dedicato ai “vini naturali” italiani. Scritto come un rapido e scorrevole manuale, si propone prima di tutto di chiarire cosa sia il “vino naturale”, raccontando il territorio italiano attraverso le storie e le scelte di alcuni produttori (sempre più numerosi) che decidono di offrire al consumatore vini diversi, davvero figli del loro luogo di origine, della loro annata e della mano di chi li produce. In questo primo volume si trova una possibile definizione (“la più laica possibile”, dice Bietti) di vini naturali, con la descrizione del lavoro in vigneto e in cantina dei produttori e con un approfondimento specifico dei tanto dibattuti solfiti. Chi ama il vino, ma anche chi ama il biologico, la sostenibilità, la diversità, il rispetto dell’ambiente, le tradizioni e, perché no, un buon rapporto qualità/prezzo, non potrà fare a meno di leggere questo libro che lo condurrà per mano sulla strada di un consumo sempre più consapevole e sano. Giovanni Bietti è assaggiatore esperto e degustatore per “I vini d’Italia” de L’Espresso. Bietti, di mestiere, “maestro” lo è davvero: infatti è musicista, pianista e compositore, consulente artistico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma (magari qualcuno lo ha visto parlare di Beethoven in “TV all’ora di pranzo”).

 

Tommaso Percivale
Più veloce del vento
Einaudi ragazzi, 2016, collana “Carta bianca”, pag. 199
€ 11,00 (al socio € 8,85)

Alfonsina è figlia di contadini e vive in un’epoca in cui il ciclismo è cosa da uomini. Intorno a lei solo prescrizioni e divieti, modelli “stretti” di buon comportamento femminile: non correre – non gridare – non volere; copri le gambe, stai composta, e piantala di fantasticare, perché nella vita ci sono sogni che non puoi sognare. Il ciclismo è per uomini coraggiosi, impavidi eroi che si riempiono la pancia di penne al ragù e macinano chilometri di strade fangose e pericolose. Sono forti, gagliardi e tutti maschi. Nonostante ciò, a cavallo di una bicicletta scassata, con la determinazione di una guerriera e la preparazione atletica di una sarta, Alfonsina arriva e corre: corre veloce, più veloce, vola. Non è facile, perché il ciclismo è uno sport di forza e fatica, e come tutti le ripetono fino alla nausea, “non è per signorine”. Non è permesso, è uno scandalo, in un mondo che ordina alle donne vite strizzate, gambe fasciate e un’esistenza in gabbia. Ma Alfonsina Strada è come il vento, che non conosce leggi né limiti e corre finché ha forza, finché le gambe reggono, finché c’è un orizzonte da raggiungere e superare. Lettura indicata dagli 11 ai 14 anni.

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