Sacchetto biodegradabili per prodotti sfusi

Dal prossimo 1° gennaio sarà obbligatorio usare sacchetti biodegradabili e compostabili per l’acquisto di frutta e verdura e prodotti alimentari sfusi, ad un costo compreso tra i 2 e i 5 centesimi. Secondo un’indagine di Ipsos Public Affairs, dal titolo “I sacchetti biodegradabili per il reparto ortofrutta”, 6 Italiani su 10 sono d’accordo con questa scelta e apprezza la direttiva europea sui sacchetti ultraleggeri in materiale biodegradabile e compostabile. Lo studio evidenzia che i sacchetti per il confezionamento di frutta e verdura sono usati abitualmente dall’80% degli Italiani che fanno la spesa al supermercato.

Una prassi che porta con sé una consapevolezza ecologica: il 58% di essi si dichiara pronto ad accogliere favorevolmente l’introduzione dei sacchetti in materiale biodegradabile e compostabile. Le persone si mostrano più attente sia come atteggiamento che negli stili di vita. Infatti il 71% degli Italiani ritiene che, rispetto al passato, vi sia un’attenzione maggiore anche al riciclo dei materiali. In 10 anni, le dichiarazioni sulle abitudini di raccolta registrano forti incrementi percentuali (+45% per l’umido, +34% per le pile; +33% per i farmaci). Il consumatore si rende conto che sono in atto cambiamenti importanti, poiché ormai è forte l’esigenza di mettere fine a comportamenti che impattano sulla salute del pianeta ed ognuno è chiamato a fare la propria parte. Infatti, rispetto all’attribuzione di responsabilità sulla creazione di rifiuti destinati alla discarica, il 70% degli intervistati si autocolpevolizza.

A fronte di questa accresciuta consapevolezza, la direttiva europea relativa all’introduzione dei sacchetti per il primo imballo alimentare (frutta e verdura, gastronomia, panetteria, pescheria, macelleria) in materiale biodegradabile e compostabile, recepita dall’art. 9 bis d.l. n. 91/2017 (c.d. decreto Mezzogiorno), viene accolta con favore dal 58% degli Italiani, che la ritiene la naturale conclusione di un ciclo virtuoso iniziato nel 2011. Bisogna però affrontare qualche sacrificio, se pur minimo, ma sembra di buon grado: sul tema del pagamento di tali sacchetti, il 71% ipotizza un esborso economico mentre circa un intervistato su tre (29%) si dichiara assolutamente contrario.

In ogni caso, il 59% valuta il costo di 2 centesimi per sacchetto del tutto accettabile; mentre una minoranza (13%) si dichiara in disaccordo. Al di là delle reazioni più irrazionali, le ipotesi di cambiamento di abitudini a seguito dell’introduzione dei sacchetti a pagamento, si orientano in pratiche molto pragmatiche ma l’elemento che rileva il più sensibile incremento dall’indagine dello scorso gennaio è quello del riutilizzo dei sacchetti per la raccolta dell’umido (+10 punti percentuali), a conferma del beneficio funzionale introdotto dal nuovo materiale, che soddisfa l’anima utilitaristica del consumatore. “I consumatori premiano sempre di più gli interventi legati alla sostenibilità e alla tutela dell’ambiente, anche se questi vanno ad incidere sulle loro tasche”, dichiara Roberto Tascini, presidente dell’ADOC. “Il prezzo non è più la sola e unica componente da tenere in considerazione. La ricerca di una maggiore qualità del prodotto/servizio offerto, il rispetto dell’ambiente e delle politiche di sostenibilità sono ormai fattori chiave nelle scelte dei consumatori. Quando nel 2016 l’Olanda decise di introdurre l’obbligo di fare pagare i sacchetti in plastica e bioplastica, mise a disposizione degli esercizi commerciali un sito informativo e tutta una serie di modelli e manifesti scaricabili da esporre al pubblico.

Ci auguriamo che i produttori dei sacchetti che verranno commercializzati con il prossimo anno (e loro associazioni di riferimento) si siedano al più presto intorno ad un tavolo indetto dai ministeri per l’Ambiente e lo Sviluppo economico per definire, tra le altre questioni correlate al provvedimento, un approccio di comunicazione unico verso i cittadini. A tale tavolo dovrebbe partecipare insieme al CONAI un’ampia rappresentanza di tutti i soggetti coinvolti e che possono dare un contributo importante come rappresentanti delle istituzioni governative, ANCI, associazioni di categoria come Federalimentare e Federdistribuzione, associazioni dei consumatori, ecc.

Alfredo Morini

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