Sei anni

Con queste righe vorrei condividere con voi i 6 anni da consigliere della CFL, un privilegiato punto di vista sul funzionamento della nostra Cooperativa, partecipandone attivamente alla gestione. Quando Fausto mi propose di entrare in Consiglio non avevo idea della vita “intima” della Cooperativa: facevo la spesa, partecipavo a qualche iniziativa, ma non avevo mai considerato tale opportunità. Il mio rapporto con la Cooperativa iniziò con un giro che facemmo all’ex “distretto”, sino all’iscrizione avvenuta all’apertura della nuova sede. Ora si poteva allargare l’impegno, e l’invito di Fausto mi riempiva di curiosità: chiss come veniva governata la Cooperativa! Avevo la possibilit di seguirla da vicino e non misi molto a decidere.

In CFL trovai un mondo completamente diverso da quanto ero professionalmente abituato: una certa “libera gestione” fuori dei canoni comuni, una sorta di extraterritorialit dove alcuni concetti di gestione aziendale erano banditi (o solo incompresi?).

Preparai una presentazione analizzando la CFL come la vedevo, sottolineando il concetto che la CFL era (ed è) una azienda, forse i concetti che usai erano irridenti verso le modalit di allora, ma credo quelle scosse iniziali abbiano avuto effetti positivi sulla gestione della Cooperativa. Ricordo in particolare la gestione dei dipendenti, forse un po’ troppo fondata su un rapporto amicale, anziché su una gestione bilanciata delle parti: erano necessarie regolarità, visibilit e condivisione, da cui gli incontri e l’elezione di un loro rappresentante.

Così anche per la gestione dei magazzini e delle scorte, valutati forse in modo semplicistico rispetto ad un ideale modello d’ordine. Problematiche sempre seguite in Consiglio con differenti sensibilità, tipico di una comunit variegata di idee ed opinioni, come è la Cooperativa. Nelle mie esperienze di gestione ho sempre trovato persone con idee convergenti, in particolare sulle basi ideologiche e di metodo, mentre nei Consigli della Cooperativa c’è sempre stata una miscela esplosiva di storie e percorsi personali.

Uno degli aspetti più coinvolgenti è proprio questa pluralit di idee, nonostante le ovvie incomprensioni e la tendenza a dibattere anche con foga ed a volte con scarsi risultati pratici, da cui rinvii non sempre opportuni. È stato quindi essenziale far propria una particolare dose di “pazienza”: per me le cose possono essere governate solo con regole ed indicazione chiare e precise, con sano pragmatismo e poca deriva verso problematiche sociali. Un’organizzazione è tale se gestita con ordine, mentre in CFL mi sono trovato in un mondo dove l’ordine ha delle caratteristiche particolari!

Però le decisioni importanti sono sempre state analizzate sotto tutti gli aspetti, compreso quello economico, anche se “sentivo” che le implicazioni maggiormente legate alla cooperazione ed alla socialit erano decisive. Questa è forse la caratteristica preminente del governo della CFL: far convivere la gestione di un’azienda con idee e “bei sogni” (permettetemi l’immagine!). La parte sociale della Cooperativa ha ovviamente necessit di un supporto economico e gestionale che può venire solo dalla parte commerciale, le due realt devono convivere senza che una delle due sovrasti l’altra.

Forse dall’esterno del Consiglio questi aspetti non sono conosciuti, ma credo sia necessario comunicarli ai soci, così come è importante considerarli nel valutare le decisioni che vengono prese per ogni tipo di iniziativa. Decisioni che a volte sembrano azzardate viste dall’esterno, ma vi posso garantire che se esiste un modo di gestire, sempre nei limiti delle norme e del buon senso, che punta solo ed esclusivamente al bene della CFL, è quello che ho potuto condividere in questi sei anni, comprese le incomprensioni e le posizioni irremovibili sia mie che di altri.

È stata un’esperienza di vita molto importante, ho avuto l’opportunit di conoscere a fondo la Cooperativa, le persone che la “fanno” vivere ogni giorno, che non sono solo semplici dipendenti ma persone che “sentono” di appartenere ad un ambiente speciale; i soci ed i volontari, che ho avuto modo di incontrare in innumerevoli occasioni; i consiglieri con cui ho lavorato ed, in particolare, in presidenti, Gianni e Marco, che, seppur nelle rispettive visioni, mi hanno comunicato un affetto particolare ed inimmaginabile all’esterno, rispetto a quella realt inconsueta e particolare che è la nostra Cooperativa.

Concludo lasciando un invito a quanti pensano che vi sia sempre qualcun altro “a fare”: leggete lo scritto di Gramsci del 1917 “Odio gli indifferenti”. C’è bisogno di tutti i soci, nel limite delle proprie capacit e disponibilit perché questo sogno reale della CFL continui a sorriderci!

Fausto Oggionni

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