Shoyu o Tamari?

Una piccolo assortimento, tra le migliaia di referenze presenti in CFL, ma ben riconosciuto da molti è quello dei prodotti macrobiotici.

Tra i condimenti più diffusi ci sono lo Shoyu e il Tamari ed è interessante sapere quali sono le differenze tra i due condimenti più famosi nella cucina orientale. I due condimenti sono salse derivate dalla fermentazione della soia e vengono usati per dare sapore, principalmente durante la cottura, ai cereali, ai legumi e alle verdure. Si possono usare anche a crudo.

Lo Shoyu ha un sapore più leggero e contiene frumento ed è tipica del Giappone, a differenza del Tamari che ha un gusto più marcato essendo di solo soia e sale, quest’ultima molto usata anche in Giappone ma di provenienza cinese. I semi di soia vengono cotti a vapore e successivamente fatti fermentare all’interno di botti di cedro in cui vengono iniettate alcune specie di funghi detti koji. La fermentazione cambia in base alla provenienza. In Giappone, in cui si ha la salsa di qualità migliore, la fermentazione dura anche qualche anno, in Cina alcuni mesi. A fine periodo, prima di essere imbottigliata e successivamente alla “spremitura”, spesso la salsa viene pastorizzata. Il risultato finale è una salsa saporita, un ottimo condimento, meno conosciuto dai palati occidentali, ricca di fermenti che favorisce la digestione e arricchisce la flora batterica intestinale.

Potete trovare lo Shoyu e il Tamari nello scaffale che divide il reparto equosolidale dall’Area soci.

Fabrizio Morante

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