Tornare nel cuore verde dell’Italia

Tante proposte di viaggio alla scoperta dei tesori nascosti delle regioni dell’Italia centrale colpite dal terremoto, per superare la paura, ridare vita ai territori e speranza alle popolazioni.

Il cuore verde dell’Italia è in affanno, insieme alla vita di molti abitanti di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Le molte testimonianze video che tutti abbiamo visto su Internet, nei TG e nei programmi di approfondimento ci hanno consegnato le immagini di un popolo fieramente attaccato alle proprie terre, di pastori che non volevano lasciare le loro pecore incustodite, di anziani preoccupati per i loro campi. Lo scorso inverno, come se non bastasse, sulle montagne è scesa tanta neve, ed è calato il silenzio. E dopo il silenzio, c’è il rischio che si passi all’oblio.

E noi, cosa possiamo fare, oltre a mandare un SMS o a organizzare cene di beneficenza? “Se volete aiutarci, tornate in vacanza nelle nostre regioni”, dicono i Sindaci delle aree sismiche. Infatti, per molte di queste aree, il turismo è una delle principali fonti di reddito, una risorsa irrinunciabile, che può ridare speranza alle popolazioni locali.
Il fuggi fuggi generale ha colpito anche le aree più lontane dall’epicentro, con paesi che pagano del tutto ingiustamente il prezzo dell’emotività e della cattiva informazione che semplifica la topografia e fa di tutta l’erba un fascio. Il cratere sismico occupa un’estensione piuttosto limitata delle quattro regioni colpite: la maggior parte dei territori non è stata danneggiata in alcun modo e non presenta indici particolarmente elevati di pericolosità sismica.

Effettivamente, la paura è difficile da arginare. E, nel turismo, a farne le spese maggiori sono gli agriturismi, tra cui le aziende agricole tradizionalmente vocate per le gite fuori porta, che registrano un crollo di oltre il 90% degli arrivi.

Camminare e ricostruire
Luca Tombesi è un blogger gastronauta e promotore del territorio. Insieme ad altri reporter ha partecipato al progetto “Riparti dai Sibillini”, il blog tour nato per supportare e promuovere le realtà turistiche locali.
“Questa è una terra difficile, dove la natura sa essere crudele e toglierti tutto in pochi istanti”, scrive Luca nel suo blog “Racconti dello stomaco”. “Poi torna ad essere una madre generosa donando i suoi frutti: preziosi tartufi e dolci castagne, frutti colorati e profumati, la lenticchia di Castelluccio, il pecorino e tanto altro. Prodotti della terra e della sapiente arte dei suoi abitanti”.

Guardare avanti
Potrà sembrarvi una scelta estrema quella di viaggiare nelle zone colpite dal sisma, ma non lo è. “Camminare in questi luoghi non significa andare a divertirsi sulle macerie”, commenta Maurizio Russo della “Compagnia dei cammini”, associazione da sempre legata all’Abruzzo e all’Italia centrale, che propone vari percorsi a piedi in tutto il Mediterraneo. “Viaggiare in queste regioni significa dare un contributo per far ripartire la piccola ma sostanziosa economia del turismo verde, naturale, fatto a piedi… È un’occasione di incontro, un momento in cui si parla con gli abitanti, si scambiano un saluto e due chiacchere, si mangia insieme… Vuol dire anche non rimanere passivi rispetto a qualcosa che è accaduto, dando un proprio contributo umano”.

In bici nell’Italia del sisma
Il cicloturismo è una forma di turismo rispettosa dei luoghi che si attraversano e questo per diversi motivi. Viaggiando in bici c’è tutto il tempo per fermarsi a parlare con le persone e ascoltare le loro storie, e le spese sostenute presso ristoranti, bar e alberghi entrano in circolo nell’economia del posto.

Per saperne di più:
Compagnia dei cammini  www.cammini.eu
www.bikeitalia.it
Tratto dalla rivista “Terra Nuova”, maggio 2017

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