Un vuoto incolmabile

Nella notte fra il 15 e 16 giugno è venuta a mancare, dopo una lunga malattia, Maria Rivoltella, moglie di Fausto, socia fondatrice e per anni collaboratrice volontaria della Cooperativa.

Dal 1978 Maria e Fausto hanno proposto ai soci il servizio di vendita di libri scolastici e varia, avente lo scopo di fornire un aiuto culturale ed economico alle famiglie dei soci.

Grazie, Maria, per il tuo impegno, da parte di tutti noi soci e dell’intera Cooperativa.

Ecco una poesia indiana, trovata da Maria, e letta in chiesa durante il suo funerale.

Preghiera indiana di suffragio

Quando non ci sarò più, lasciatemi in pace,
ho tante cose da fare e da vedere.
Non piangete pensando a me:
siate riconoscenti per i momenti belli vissuti insieme.
Vi ho dato la mia amicizia
non potete nemmeno immaginarvi la gioia da voi ricevuta.
Vi ringrazio uno ad uno per l’amore che mi avete offerto.
Ora, il tempo è venuto per me di viaggiare sola.
Per un po’ di tempo potete soffrire,
ma la fede vi porterà conforto e consolazione.
Saremo separati solo per un certo tempo.
Lasciate i ricordi addolcire il vostro dolore.
Io non sono lontana, e la vita continua…
Se avete bisogno, chiamatemi ed io verrò
anche se non potrete vedermi né toccarmi, io sarò lì.
E se voi ascoltate il vostro cuore, sentirete chiaramente
la dolcezza dell’Amore che vi porterò.
E quando anche per voi sarà tempo di partire
io sarò lì ad accogliervi.
Assente dal mio corpo, presente con il Creatore.
Non andate a piangere sulla mia tomba:
Io sono i mille venti che soffiano;
Io sono lo scintillio dei cristalli di neve;
Io sono la luce che attraversa i campi di grano;
Io sono la dolce pioggia di autunno;
Io sono il risveglio degli uccelli nel silenzio del mattino;
Io sono la stella che brilla nella notte;
Non andate a piangere sulla mia tomba:
Io non sono lì. Io non sono morta.
E così sia.


Cara Maria,

da quando te ne sei andata ho pensato che potevo scrivere qualcosa da mettere su «Gente che coopera» per salutarti “bene” come si fa in queste occasioni, ma le parole e le frasi che mi venivano in mente mi sembravano tutte insufficienti o formali. A te non sono mai piaciute le formalità. L’unica parola che voglio e posso dirti è un grande, enorme “Grazie!”.

Ti abbraccio,

Margherita

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *