In viaggio tra memoria e sapori

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Eccoci, sono le sei e trenta, in perfetto orario inizia la gita della nostra CFL. L’itinerario prevede di toccare i luoghi della storia e la ricerca di quelle località che sapranno offrirci sapori e sensazioni.

Il viaggio è tranquillo, piacevole, la compagnia vivace e allegra. All’arrivo della prima tappa, il cicerone della gita, Peppino Rocchi, ci illustra il monumento che andremo a visitare: il Sacrario di Redipuglia.

Il memoriale monumentale, realizzato alle pendici del monte Sei Busi, è imponente e maestoso, ma allo stesso tempo ci fa sentire parte di esso. I corpi di migliaia d’Italiani sono custoditi in quei gradoni. Vite immolate per difendere quei lembi della giovane Italia dal nemico che avanzava.

Un esercito, fatto di uomini e ragazzi uniti dal tricolore, un sacrificio immane, quanto sangue versato in nome di quella parola che si chiama “libertà”. La visita al Sacrario si svolge silente e densa di gratitudine verso quelle anime che riposano davanti a noi, le preghiere recitate in silenzio e gli occhi lucidi rendono omaggio ai caduti.

Il tempo trascorre veloce e, in men che non si dica, il pranzo è servito. La generosa fornitura di cibo della CFL placa tutti gli appetiti, restituendo energie per il prossimo sito da visitare: Caporetto.

Lasciamo il Sacrario in direzione Slovenia. Questa Europa senza confini ci restituisce quella libertà di circolazione che l’egoismo degli Stati ci aveva sottratto. Entriamo in Slovenia senza controlli, il paesaggio è lussureggiante, le limpide acque dei fiumi invitano a un bagno rinfrescante, ma non c’è tempo, la prossima meta ci aspetta.

Siamo in territorio sloveno, ma qui c’è un fazzoletto di terra che fa parte a pieno titolo della nostra storia. Caporetto, un nome che ancora oggi evoca la sconfitta. Non fu così. Quel sacrificio non fu vano, i nostri soldati seppero riscattarsi sul fiume sacro sbarrando la strada agli invasori.

La visita al monumento ci impone una leggera salita, che ci permette di consumare qualche caloria accumulata durante l’abbondante pranzo. Il Sacrario è ben mantenuto, la scritta “Presente” ci ricorda il sacrificio di tanti uomini per una terra non più nostra.

Siamo di nuovo in viaggio, Udine ci attende. La tratta è breve, l’hotel raccoglie subito l’approvazione della compagnia.

Siamo in terra friulana, popolata da gente che ha saputo risollevarsi dopo il terribile sisma del 1976, il grande cuore furlano ha saputo reagire con coraggio e dignità al terremoto, restituendo ancora case e paesaggi alla terra martoriata.

La visita alla città è piacevole, i portici, le osterie, l’allegria delle persone e l’immancabile “ombra de vin” aiutano il dolce incedere verso la cena.

Il pasto serale è ricco e abbondante, servito con cordialità e simpatia. La giornata volge al termine ma, prima di un sonno ristoratore, non può mancare un goccio di grappa.

Il mattino ci regala un’altra splendida giornata di sole, si parte per San Daniele del Friuli. Dopo un breve giro in città e il classico calice di bollicine, ci dirigiamo al prosciuttificio dall’Ava. La visita dello stabilimento è breve ma densa d’informazioni, i prosciutti in stagionatura ci fanno stare tutti con il naso all’insù.

Nel pasto del mezzogiorno il prosciutto la fa da padrone, il vino facilita la discussione e tutti ci sentiamo un po’ “norcini”. Le leccornie esposte nel negozio non sfuggono all’attenzione dei visitatori che fanno man bassa di prodotti locali.

Il nostro viaggio prosegue con la visita a Villa Manin, che fu la dimora dell’ultimo doge di Venezia. Villa stupenda che ancora oggi fa sognare i visitatori con l’ampio giardino e lo splendido porticato.

Il tragitto del ritorno è tranquillo, non manca qualche leggero pisolino, d’altronde abbiamo tutti una certa età!

Siamo a Treviglio, il Presidente saluta i partecipanti con l’auspicio di essere sempre più presenti nella vita della CFL. Un caloroso applauso di ringraziamento sigilla questa due giorni “tra memoria e sapori”.

Un grazie al nostro cicerone Peppino Rocchi.

Giuseppe Didu

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