LA CFL E LA MEMORIA DELL’OLOCAUSTO

 Per partecipare attivamente alla Giornata della memoria, che si tiene ogni anno il 27 gennaio, una occasione per meditare la deriva più disumana della storia recente, penso sia utile pubblicare due testimonianze autentiche della tragedia umana che si è consumata nei Lager nazisti. La prima dello scrittore italiano di origine ebraica Primo Levi, che ha avuto il coraggio di rievocare il dramma della vita che si svolgeva nei campi di concentramento, per lasciare a tutti noi e ai cittadini che prenderanno il nostro posto la testimonianza della sempre possibile degenerazione della civiltà umana. 

L’altra testimonianza è della senatrice a vita Liliana Segre, 90 anni, deportata nei campi di sterminio nazisti e miracolosamente uscita viva. Interpellata, ha detto: «Non ho mai perdonato, come non ho mai dimenticato». Una testimonianza forte che dovrebbe scuotere le coscienze. E «mentre ero ad Auschwitz — ha detto anche in altre occasioni la senatrice, — per un attimo vidi una pistola a terra, pensai di raccoglierla. Ma non lo feci. Capii che io non ero come il mio assassino. Da allora sono diventata una donna libera e di pace». 

Mi piacerebbe che Liliana Segre diventasse socia onoraria della nostra Cooperativa. 

 PRIMO LEVI

SE QUESTO È UN UOMO (1956)


 Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case Voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: 
Considerate se questo è un uomo, Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per mezzo pane Che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana d’inverno. 
Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi: Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, La malattia vi impedisca, I vostri nati torcano il viso da voi.

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