La campagna non si ferma

La campagna non si ferma. L’allarme sanitario che ha gettato nel panico il nostro Paese, e il resto del mondo, ha fatto scoprire ancora una volta la forza degli agricoltori. Nei Comuni posti sotto controllo sono moltissime le aziende agricole che lavorano per portare sulle nostre tavole tantissimi prodotti di stagione e lavorati. Sta soffrendo in particolare il comparto dell’allevamento, in quell’area tra Lombardia, Emilia e Veneto, le regioni più colpite, dove gioca un ruolo fondamentale. Allo stesso tempo non possiamo dimenticare l’aspetto dei servizi spesso legati al turismo rurale, e constatare che purtroppo molti agriturismi sono in difficoltà in questo periodo in cui fioccano disdette figlie della paura. Ma non si molla e ci si prepara al ritorno alla normalità. La campagna non si ferma.

Quando viviamo delle crisi, di qualunque natura esse siano, la prima reazione, scontata e comprensibile, è il timore di un futuro incerto. La paura di perdere quanto costruito con fatica. Ma dalle crisi si esce e si impara molto se si hanno gli occhi e le orecchie per guardare e ascoltare. E allora proviamo a riflettere.

Il valore del cibo, della socialità che si esprime nella convivialità, è decisamente parte del nostro DNA. Oggi che tutto questo sembra a rischio, abbiamo gli agricoltori a salvaguardarlo e mantenerlo con il loro duro e incessante lavoro. Come la brace che cova sotto la cenere spenta del timore, c’è qualcuno che silenziosamente conserva le produzioni tradizionali, forse non vendendole nell’immediato, ma tenacemente conservando la speranza per il futuro. La campagna non si ferma.

E questa speranza diviene concreta se alla nascita di un vitello lo chiamiamo simbolicamente Vita, Coraggio o Futuro. La schiena dei contadini si è curvata spesso davanti a situazioni difficili e anche oggi, insieme a tante realtà del Paese, si piega ancora una volta per sopportare il peso della vita, ma non si spezza. La campagna non si ferma.

Sappiamo che dopo ogni temporale arriva il sereno. Questa è la fiducia, per qualcuno Fede, che anima gli abitanti delle nostre campagne. Questa crisi ci insegna molto. Insegna che al di là del fatto economico, il cibo assume un valore simbolico che deve essere salvaguardato con i denti. La nostra esistenza di italiani si gioca in gran parte su questo: sulla capacità di esprimere sempre di più ciò che siamo chiamati a fare. L’Italia che fa l’Italia. L’Italia che si offre al mondo e “contagia” il pianeta con la qualità unica dei suoi prodotti, la bellezza estasiante dei territori e una cultura millenaria unica sulla terra.

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