Recensioni di marzo 2015

Sebastiao Salgado
GENESI

Taschen, 2013, collana Fotografia, pag. 520, illustrato, rilegato 
€ 49,99 (al socio € 42,49)

Il fotografo di origine brasiliana Sebastiao Salgado ha viaggiato nella sua lunga carriera per innumerevoli Paesi, fissandone attraverso l’obiettivo le caratteristiche paesaggistiche più spettacolari, documentando le condizioni sociali e lavorative di braccianti, minatori, migranti e persone in fuga dalle precarie condizioni di vita di Paesi poverissimi — la carestia, la fame, i disastri naturali; ma anche cogliendo per noi, semplici “lettori”, gli aspetti anche tragici che hanno riguardato le popolazioni di tanti Paesi in guerra. Testimone in prima persona di tante miserie e atrocità compiute dagli essere umani su altri essere umani, nel suo ultimo lavoro, ha deciso di ritornare alla madre Terra: come un ritorno alle origini che gli ha permesso di uscire dal cupo pessimismo generato da anni di reportage fotografici “difficili”. Il libro è il risultato di una spedizione durata 8 anni alla scoperta di montagne, deserti, oceani, animali e popolazioni finora sfuggiti al contatto con la cosiddetta società civile: bellissime immagini di una Terra e una vita ancora incontaminate, che ci permettono di pensare a un pianeta “resistente”, non completamente rovinato dalla pesante impronta dell’uomo. Sull’esemplare figura di Salgado segnaliamo il film “Il sale della Terra” di Wim Wenders, in programmazione dal mese di novembre 2014 nelle sale italiane: da non perdere assolutamente!

Laura Morandini, Luisa Morandini, Morando Morandini
IL MORANDINI 2015
Dizionario dei film e delle serie televisive

Zanichelli, 2014, rilegato, pag. 2080
€ 31,90 (al socio € 27,11)

Edito ogni anno con tutti gli aggiornamenti e le nuove uscite, il Dizionario comprende oltre 16.000 film usciti sul mercato italiano dal 1902 all’estate 2014; in un’apposita sezione vengono inoltre presentate circa 500 serie televisive e altrettanti cortometraggi. Per ogni film viene dato, oltre al titolo italiano, il titolo originale, Paese di produzione, anno d’uscita, regista, principali interpreti, una sintesi della trama, una concisa analisi critica, durata, suggerimenti sull’opportunità di visione per i ragazzi, indicazione grafica sul giudizio della critica (da 1 a 5 stellette) e, unico nel suo genere, sul successo di pubblico (da 1 a 5 pallini). Da non perdere, per tutti gli appassionati del grande schermo!

Dario Fo, Piero Sciotto
CIULLA, IL GRANDE MALFATTORE

Guanda, 2014, collana “Narratori della Fenice”, pag. 164,
€ 14,00 (al socio €11,90) disponibile in eBook a € 7,99

L’ultimo personaggio di Dario Fo è Paolo Ciulla, di professione falsario: è siciliano, e fabbrica biglietti da 500 lire nell’Italia di fine Ottocento di Crispi e Giolitti. La vicenda, vera, si basa sulle ricerche storiche di Piero Sciotto, che l’ha proposto al premio Nobel, al quale è subito piaciuto. Ciulla, catanese, arriva a Roma nel 1884 per studiare architettura e diventare un artista, senza però riuscirci; anni dopo, nella Sicilia sconvolta dalla repressione degli scioperi agrari e dei Fasci siciliani, scoprirà il suo vero genio di falsificatore di banconote, trasformandosi in un paladino dei poveri messi in ginocchio dalla crisi dell’epoca. Nella parte finale viene ripreso l’interrogatorio di Ciulla (uno dei primi grandi processi mediatici dell’Italia), in cui, al ritmo di una pièce teatrale, il nostro personaggio, reso quasi cieco dagli acidi maneggiati, tiene testa per giorni a giudici e pubblici ministeri. Dice Dario Fo di lui che rappresenta “un’allegoria dei nostri giorni, di un’Italia che non cambia mai. La sua vita incrocia le lotte contadine dei Fasci siciliani, represse nel sangue da Crispi, e le cronache delle grandi falsificazioni, quelle miliardarie: lo scandalo della Banca Romana, 40 milioni di lire, allora una cifra enorme, emessi fuori corso per coprire le mazzette e le speculazioni degli immobiliaristi e dei politici dopo l’Unità d’Italia. Ma mentre i banchieri romani e i deputati vengono scagionati e assolti, Ciulla viene processato e condannato per il suo piccolo laboratorio tra le sciare dell’Etna: e dire che tanti di quei biglietti che fabbricava li aveva messi sotto le porte dei poveracci di Catania, alimentando una leggenda da eroe popolare. Lui divenne un falsario per ribellarsi a un sistema che non gli permetteva di fare l’artista con i mezzi leciti, voleva dimostrare la sua straordinaria abilità: perfino i periti della Banca d’Italia riconobbero che i suoi biglietti erano autentici capolavori, indistinguibili dagli originali. A un certo punto cominciò a regalare i soldi ai poveri, senza mai farsi vedere. Ma poi lui danzava cantava, scriveva, dipingeva, disegnava vignette satiriche; era un vero giullare, contestava il potere, e per questo era scomodo.” Il testo è stato messo in scena per la prima volta a Milano, a novembre 2014, al Piccolo Teatro, nel corso della rassegna culturale Bookcity.

A cura di Graziella Somenzi

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