Pesce d’aprile?

Sono di questi giorni le notizie redatte da ISPRA sul consumo del suolo in Italia. Sono numeri molto preoccupanti, valga su tutti il dato che ogni giorno ne vengono consumati 70 Ha (10 000 mq, l’area di un quadrato con lato lungo 100 metri, quasi 1,5 campo di pallone). In questo contesto è allarmante a sua volta, in particolare, il dato della Provincia di Bergamo, che nella classifica del rapporto ISPRA si classifica al 6° posto.
Dal 1955 al 2007, abbiamo perso oltre 37.000 ettari di superficie agricola, vale a dire circa 20.000 mq al giorno per 52 anni. A preoccupare è soprattutto il fatto che non si intravvede alcuna inversione di tendenza. Un dato su tutti: le varianti richieste al PTCP dai Comuni bergamaschi riguardano solo ulteriori richieste di deroga ai vincoli esistenti per realizzare nuove edificazioni, con la sola eccezione del Comune di Mozzanica che richiede un vincolo per la protezione di un’area di fontanili.
La Bassa Bergamasca e Treviglio in particolare presentano poi un dato evidente di invenduto (solo a Treviglio circa 600 unità abitative invendute), di capannoni ed edifici industriali inutilizzati (si veda la lunga sfilata di edifici industriali ed attività dismesse lungo la SP Francesca ), di aree dismesse, abbandonate o comunque con attività di recupero ferme (vedi l’area Baslini a Treviglio).
Ben venga quindi il dibattito accesso dall’intervento del FAI e dal successivo intervento di un gruppo di cittadini e professionisti trevigliesi. Il problema però a nostro avviso non riguarda solo l’area lungo il percorso della BreBeMi, sulla quale stando alle notizie riportate dalla stampa locale vi sarebbe un interesse da parte della BCC trevigliese a costruire nuovi immobili ad uso terziario o produttivo, ma a preoccupare è l’insieme di tutto il territorio della Bassa ed al di là delle semplici edificazioni urbanistiche, guardando al complesso delle opere che consumeranno nuovo suolo agricolo e naturale.
Lungo il solo itinerario della BreBeMi bisogna verificare, ad esempio, le opere accessorie previste, viarie e non solo (includiamo anche le cavazioni per il materiale necessario al completamento delle opere, fra cui spicca il progetto di ampliamento del laghetto Treviza).
Non a caso, proprio in questi giorni, si è individuato che uno svincolo sul territorio di Casirate (l’uscita dal casello per via Brolo) non era incluso a livello di pianificazione progettuale né richiesto dal Comune.
E, soprattutto, mancano all’appello le opere di mitigazione e compensazione, che sembrano esser andate perse nel lungo iter progettuale di BreBeMi. E da ultimo, in un recente documento regionale votato dal Consiglio Regionale a sunto degli incontri intervenuti con i Comuni del territorio, compare di nuovo l’autostrada Bergamo–Treviglio. Cioè un’opera che andrà a interessare l’area di pregio agricolo e naturalistico posta fra la Geromina, Castel Cerreto e Fara Gera d’Adda.
In ambito urbanistico poi vi è su Treviglio la richiesta di variante al PTCP per l’area limitrofa alla Geromina da destinare a struttura socio–sanitaria, progetto BLISTER (un duplicato in grande del costruendo Hospice c/o la Casa Albergo di Treviglio), in zona destinata ad uso agricolo non edificabile stando al vigente PGT. Aggiungiamo anche il progetto di urbanizzazione sull’area del Foro Boario.
E sempre in tema di consumo di suolo citiamo l’esagerato progetto della nuova zona industriale di Caravaggio, destinata a incrementare di oltre il doppio rispetto gli attuali spazi destinati alle attivit artigianali della città, con un ampliamento previsto di ulteriori 450mila metri quadrati, che andranno a sommarsi ai già esistenti 330mila dell’attuale area industriale di via Panizzardo, mentre resta aperta la partita dell’interporto in zona Vidalengo (previsti nel vigente PGT quasi 800.000 mq).
Ma a preoccuparci, in particolare, è l’atteggiamento complessivo della “politica”. Ad esempio, sul PGT presentato dalla precedente Amministrazione di Treviglio ed approvato con alcune varianti dall’attuale Amministrazione, le nostre osservazioni che miravano a minimizzare il consumo del suolo ed ad introdurre misure di compensazioni e criteri di qualità per l’edificato non sono state accolte, con voto quasi unanime dei consiglieri, dalla destra alla sinistra.
Occorre una netta inversione di tendenza. Abbiamo cercato ed aperto un confronto con alcune Amministrazioni, a partire da quella di Treviglio e con varie forze del territorio, scegliendo di fare di nuovo proposte ed osservazioni e di cercare interlocuzioni che portino a soluzioni positive.
Alcuni risultati sono stati raggiunti: il Comune di Casirate nell’ultima variante del PGT ha incrementato le aree a verde; il Comune di Treviglio ha adottato il progetto di “corridoio verde” fra il Roccolo e il Bosco del Castagno che avevamo proposto.
Chiediamo quindi che prima di procedere ancora con un modello di sviluppo misurato in cubature di cemento e kilometri di asfalto, si arrivi ad un ragionamento complessivo sul territorio della Bassa, in modo da intervenire almeno su quelle opere (come talune opere accessorie e di mitigazione della BreBeMi , la stessa Bergamo–Treviglio o sulle nuove urbanizzazioni) dove il destino progettuale è ancora da decidere.
Confidiamo nella possibilità di un serio confronto e confidiamo altresì che il dibattito si evolva in una nuova progettualità per il territorio che porti a riscontri concreti.
Una proposta concreta è, ad esempio, la creazione di un livello di pianificazione per le aree industriali su base territoriale e non più comunale, capace di dare un valore aggiunto in termini di qualità e servizi a partire da quelle aree gi esistenti che stentano a decollare o sono parzialmente inutilizzate o dismesse, prima di realizzare nuove ed inutili espansioni, magari proprio lungo l’asse della BreBeMi.

Treviglio, 1 aprile 2014
Circolo Legambiente Bassa Bergamasca
Via Crivelli 9, Treviglio
legambiente.bassabergamasca@gmail.com

 

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