Recensioni di ottobre

Andrea Mattei
L’ARTE DI FARE LO ZAINO

Ediciclo, 2018, pag. 142
€ 12,50 (al socio € 10,63)

Chi parte per un viaggio o per un cammino sa quanto è importante fare lo zaino: nei preparativi per la partenza si riempe e poi si svuota, spesso si rifà almeno due volte — ogni volta gli oggetti sembrano troppi, dobbiamo lasciare a casa qualcosa: ma cosa? Riflette l’autore: “Quando cammino con un amico, senza dare nell’occhio provo talvolta a sondare il terreno, buttò lì con nonchalance una domanda, una considerazione sul peso che ci portiamo sulle spalle. Ostentando indifferenza, cerco di capire come la pensa il mio compagno di viandanza, quanto tempo impiega a riempire il suo zaino, a decidere cosa metterci dentro, a soppesare ogni singolo oggetto…”. L’arte di fare lo zaino è infatti soprattutto la capacità di lasciare a casa qualcosa, di alleggerire il peso che si dovrà portare sulle spalle per giorni o settimane. A tutti gli oggetti che lo riempiono, e che ci accompagneranno aiutandoci nelle fatiche del viaggio a piedi, Mattei dedica un capitolo raccontandone l’uso, le origini e l’evoluzione. Oggi sono il coltellino svizzero, il sapone di Marsiglia, la matita e il taccuino, le spille da balia, che per l’autore diventano spunto per raccontare storie che partono da lontano, da Otzi che con la sua bisaccia attraversa i ghiacciai alpini, fino ad arrivare al moderno GPS. Gli oggetti, la loro scelta e la loro di­sposizione, ci raccontano anche l’identità del loro proprietario.

In appendice i consigli per preparare lo zaino di Fabrizio Ardito, Enrico Brizzi, Roberta Ferraris, Luca Gianotti, Luigi Nacci, Paolo Rumiz.

Andrea Mattei è giornalista della Gazzetta dello Sport, dove si occupa della sezione “Camminare” all’interno del sito gazzetta.it; è collaboratore di DOVE e di doveviaggi.it, su cui scrive reportage dedicati ai cammini — come quelli sulla Via Francigena e sul Cammino materano.


Zerocalcare
KOBANE CALLING

Bao Publishing editore, 2016, pag. 261, illustrato, rilegato
€ 20,00 (al socio € 17,00)

In questo libro a fumetti Zerocalcare ci racconta il Kurdistan dove si combatte la guerra e la resistenza all’ISIS. Considerato dall’autore un diario di viaggio, il volume raccoglie le due storie già apparse su Internazionale e quasi duecento pagine in più di diario di tre viaggi in Turchia, Iraq e Siria, che ci portano nel Rojava, regione “fantasma” del Kurdistan siriano, che non si trova sugli atlanti geografici e di cui pochi parlano, metafora di una lotta assunta simbolicamente come elemento di speranza per tutta l’umanità.

Attraverso quasi 250 tavole che si leggono tutte di un fiato, il libro ci parla dell’assedio di Kobane e della resistenza della popolazione, soprattutto femminile, della rivoluzione dei Kurdi nel Rojava — e di importanti tematiche quali il protagonismo femminile, la ridistribuzione del reddito, la convivenza tra culture e religioni diverse. “Ho un sentimento di appartenenza molto forte al mio quartiere e alla mia tribù. Eppure in Rojava, insieme a perfetti sconosciuti che parlavano un’altra lingua e in un territorio diversissimo da tutto quello che avessi mai visto, sentivo che con molte di quelle persone avevo in comune qualcosa di più forte: un orizzonte verso cui vogliamo andare. È una cosa a cui non so dare un nome ma che mi ha fatto sentire che eravamo, seppure ognuno a modo suo, parte di una storia condivisa”.

Zerocalcare è lo pseudonimo di Michele Rech: fumettista italiano, realizza i suoi primi lavori appena dopo le scuole superiori con un racconto a fumetti sulle giornate del G8 di Genova del 2001. Ha collaborato con il quotidiano Liberazione, con le riviste Carta, Repubblica XL e Internazionale.


Holly Goldberg Sloan
IL MONDO DA QUAGGIÙ

Mondadori, collana “Contemporanea”, 2017, pag. 312
€ 16,00 (al socio € 13,60)

Julia, che è molto bassa per la sua età, dovrà recitare la parte di un nanetto in uno spettacolo teatrale. Sarà l’occasione per conoscere nuove persone: il carismatico regista, un’attrice affetta da nanismo, la vicina di casa dalle doti nascoste — e inizierà a vedere il mondo da una prospettiva diversa.

“Passo un sacco di tempo a guardare in su. I miei genitori non sono bassi, anzi, la mamma può essere definita alta, direi. Ma nonna Muffola (la chiamiamo davvero così) è molto piccola. Non sono brava in scienze, ma so che a volte i geni di un’altra generazione ti si intrufolano dentro e scombinano tutto il meccanismo. Forse per aiutarti a legare meglio con gli anziani della famiglia. Quando ero in terza, una sera ho sentito che mi stava venendo il mal di gola. Sono scesa di sotto per chiedere un’Aspirina o almeno un bicchiere d’acqua tiepida e sale per i gargarismi. Se avessi trovato un ultimo biscotto al burro di arachidi sul vassoio del dolce, pensavo, anche quello mi avrebbe fatto bene. I miei genitori erano in soggiorno, e ho sentito mio padre che diceva: «Be’, siamo fortunati che Julia sia femmina. Pensa se fosse stata un maschio, bassa com’è!». Mi sono bloccata. Stavano parlando di me. Mi aspettavo che la mamma rispondesse: “Ma dai, Glen, non è così bassa!”, ma non l’ha fatto. Ha detto: «Vero? Tutta colpa della mamma. Questa cosa gliel’ha fatta Muffola». E sono scoppiati tutti e due a ridere. Mi avevano fatto qualcosa. Un delitto di cui qualcuno aveva colpa”.

Holly Goldberg Sloan, è nata nel Michigan, ma da piccola ha vissuto in diversi paesi: dall’Olanda alla Turchia, fino alla California, dove vive tuttora con il marito e i due figli. Oltre che autrice, è anche sceneggiatrice e regista.

Lettura indicata dai 10 ai 15 anni

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