Recensioni di settembre

Henry David Thoreau
WALDEN
Vita nei boschi

Universale economica Feltrinelli, collana “I classici”, 2017, pag. 330
€ 11,00 (al socio € 9,35)

L’autore, nato a Concord, nel Massachusetts, in cui trascorre l’intera esistenza (1817–62), è considerato uno degli esponenti del cosiddetto «rinascimento americano». Nel 1845 si stabilisce sulle rive del vicino lago di Walden, dove si costruisce da solo una casa nel bosco in cui vivrà completamente solo per due anni e due mesi, fra il luglio del 1845 e il settembre del 1847, prima di tornare alla “civiltà”: di questa esperienza Walden è resoconto e contemporaneamente riflessione su un sistema sociale, quello americano, che l’autore guarda in modo estremamente critico, sia per quanto riguarda l’economia, che la politica e la democrazia, di una nazione che in quegli anni si stava formando come potenza.

Pubblicato nel 1854 (Walden or the life in the woods), è considerato bibbia dell’anticonformismo, del rifiuto delle leggi ingiuste e di una vita sobria e immersa nella Natura, ma rappresenta anche una lucida autoanalisi della propria esistenza (che troviamo anche negli scritti del Diario (The journal, 14 volumi, tenuto dall’età di venti anni fin quasi alla fine della vita e pubblicato postumo); insieme a ciò, l’autore si sofferma in modo attento sulla descrizione della vita quotidiana e dei fenomeni naturali che l’accompagnano: i suoni, i silenzi, la pioggia, il fuoco, le orme lasciate sulla neve dagli scoiattoli o dagli Indiani, paesaggi reali e immaginari.

L’osservazione condotta dal punto di vista del microcosmo di Walden gli permette di comprendere il disagio esistenziale nascente all’interno della borghesia americana, con la conseguente intuizione dell’assurdità di un sistema economico che favoriva un’ineguale distribuzione della ricchezza tra le classi, portandolo verso forme di ribellione e di lotta sempre intraprese all’interno di un radicale individualismo.

Thoreau è l’autore cui si ispireranno Gandhi e le controculture contemporanee, e da cui oltre un secolo dopo prenderanno le mosse i movimenti ecologisti e ambientalisti di mezzo mondo.

L’introduzione è di Wu Ming 2.

Franco Michieli
LA VOCAZIONE DI PERDERSI
Piccolo saggio su come le vie trovano i viandanti

Ediciclo, collana “Piccola filosofia di viaggio”, 2015, pag. 96
€ 8,50 (al socio € 7,23)

Franco Michieli (Milano 1962) è geografo, esploratore e scrittore. Vive sulle Alpi ed è protagonista di una trentina di lunghe traversate a piedi di catene montuose e terre selvagge, dalle tundre nordiche alla Lapponia. Studioso delle relazioni fra esseri viventi e territori, ha imparato a muoversi su terreni sconosciuti interpretando la natura, senza utilizzare mappe e strumenti tecnologici, come gli animali migratori e gli umani antichi, elaborando una filosofia dell’andare in montagna basata sul non utilizzo di strumenti come mappe, bussole, GPS, orologi, con la finalità di ritrovare una capacità interiore di orientamento, fatta di intuizioni e di capacità di lettura del paesaggio, del sole, delle stelle, ecc. Se ci appoggiamo sempre a mappe e strumenti elettronici, non guardiamo con attenzione la realtà, non sappiamo osservare il paesaggio e perdiamo la capacità di orientarci. Qui Michieli ci racconta come perdersi e imboccare una strada imprevista sia un buon modo per rinnovarsi; infatti tutto cambia se si impara a leggere la natura: non solo si recupera le capacità di orientamento, ma anche la dimensione spirituale che nasce da questa straordinaria esperienza. In una società come la nostra, che ci ha trasmesso la paura di perderci e ci riempie di strumenti per evitare anche il minimo spaesamento, Franco Michieli ci insegna che in cammino come nella vita perdersi è l’unico modo vero per crescere, per imparare, perché la natura non addomesticata, come la vita piena di imprevisti, sono la strada che i viandanti devono percorrere.

Katja Centomo
LA STRADA PER PONT GUN

Einaudi ragazzi, 2017, pag. 278, illustrato
€ 14,90 (al socio € 12,67)

Anna, Daniel e Frederic sono tre impavidi tredicenni uniti da un’amicizia inossidabile dalla passione per l’Avventura senza Paura, protagonisti fin da piccoli di gesta memorabili, che vogliono arrivare a Pont Gun, un villaggio sul monte abbandonato e senza vie di accesso: si trova sul versante opposto della valle alpina in cui sono cresciuti, ma nessuna mappa riporta sentieri o tracciati in grado di raggiungerlo. È un itinerario su sentieri di montagna, sulle tracce di una strada dimenticata, che si snoda attraverso le gole selvagge di un torrente sepolto in un dedalo di granito e storie dimenticate; ma è anche un percorso misterioso che li porterà a esplorare i fantasmi che si portano dentro, come quello del quarto componente del gruppo di cui nessuno vuole parlare, e le ombre che li aspettano fuori: chi è la strana donna, vissuta a Pont Gun cento anni prima, che li attende alla fine del viaggio?

Katja Centomo (Aosta 1971) vive tra Roma e la Valle d’Aosta ed è alla guida dello studio editoriale Red Whale, che da sedici anni cura contenuti e servizi nel settore del fumetto, dell’animazione e della narrativa per ragazzi, utilizzando mezzi diversi della comunicazione per raccontare storie, creare personaggi e universi narrativi.

Lettura indicata dagli 11 a 15 anni

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