Recensioni di luglio 2016

44 -Schirrmacher_140_210Andrea Grignolio

Chi ha paura dei vaccini?
Codice Edizioni, 2016, collana “Tempi moderni”, prefazione di Riccardo Iacona, postfazione di Gilberto Corbellini
€ 14,00 (al socio € 11,90)
disponibile in eBook a € 6,99

Oggi in Italia, come ci dicono i dati ISTAT, un bambino su 20 non è vaccinato da malattie come la poliomelite, la difterite o l’epatite B; tre su venti sono esposti a rosolia, parotite e morbillo. È una scelta consapevole dei genitori, convinti che la forbice costi/benefici rispetto all’utilità dei vaccini pesi maggiormente sulla prima voce. Questa opinione, diffusa nell’opinione pubblica e motivata da paure infondate quali la convinzione che i vaccini sarebbero responsabili, ad esempio, di casi di autismo, cresce parallellamente al titolo di studio. Molti studi infatti dimostrano che questi timori toccano la parte più istruita della popolazione. Paradosso solo in apparenza, in quanto “le persone più istruite e abbienti si informano di più. L’eccesso di informazione è il problema–chiave, non comporta necessariamente scelte migliori. Lo dimostrano anche gli studi del premio Nobel per l’economia Daniel Kahneman: quando andiamo in banca e ci danno mille ragguagli, facciamo molta confusione. In più, su Internet troviamo notizie contraddittorie e spesso false. Oltre il 60% dei siti sono schierati contro le vaccinazioni”. Dall’altra parte si fa notare che si rischia di perdere la protezione portata dall’effetto “gregge”, dato che un ceppo infettivo che si sviluppa in un numero sufficiente di individui può mutare e diventare pericoloso anche per altri.  L’autore, che insegna Storia della medicina alla Sapienza di Roma, ritiene che alla base di questo atteggiamento ci sia la nostra incapacità di valutare i rischi effettivi legati alle vaccinazioni. Ci dice infatti che “i dati raccolti negli ultimi vent’anni ci dicono che il rapporto rischi/benefici è il migliore tra tutti i farmaci. I rischi esistono, ma sono quelli di qualsiasi altro farmaco”. L’esempio portato è quello dell’aspirina, che “comporta un rischio 1500 volte maggiore di un vaccino, eppure non esistono movimenti anti-aspirina”. Rispetto alle paure sull’uso dei vaccini, l’autore ritiene che “il problema è che non sappiamo valutare i rischi, tanto più quando si fanno figli intorno ai quarant’anni, come avviene sempre più spesso. Si ha una minore capacità riproduttiva e una maggiore ansia perché la probabilità di avere un figlio con malattie neurologiche a quell’età è più alto. Inoltre intorno ai quarant’anni si alzano i fattori di stress che riducono la nostra capacità di valutare il rischio. Una tempesta perfetta che, quando siamo dal pediatra per le vaccinazioni, manda il nostro cervello in confusione”. Rispetto alle soluzioni, relativamente al rifiuto di accettare le vaccinazioni, l’autore propone alcune diverse soluzioni: “qualora ci fosse una nuova epidemia, come quella che negli ultimi 15 mesi ha fatto dieci vittime di meningite in Toscana, prenderei in considerazione il ritorno temporaneo all’obbligatorietà delle vaccinazioni”. Per i genitori in generale, “si potrebbe pensare a un’assicurazione suppletiva per compensare gli effetti di una eventuale epidemia causata dalla mancata copertura vaccinale dei figli. Oppure imporre loro, come in Australia, il ritiro dei figli dalle scuole nei giorni delle epidemie stagionali”. Ma anche “richiamare i figli al raggiungimento della maggiore età, informandoli dei pericoli a cui potrebbero essere esposti”; in questo modo molti ventenni potrebbero “riprendere in mano il loro calendario vaccinale”.
recensione_libro_storia_di_iqbal_francesco_dadamo_2Francesco d’Adamo 

Storia di Iqbal
edizione EL, Einaudi Ragazzi, 2016, pag. 139
 € 11,00 (al socio € 9,35)

Sono passati vent’anni dal brutale assassinio del piccolo Iqbal Masih, il ragazzino pakistano schiavo della tessitura dei tappeti che si ribellò diventando un difensore dei diritti dei bambini lavoratori, denunciando la crudeltà dei suoi padroni e più in generale lo sfruttamento dei minori. Quel bambino che, una volta liberato, sognava di studiare legge da grande, per poter difendere i diritti dei suoi coetanei, il 16 aprile 1995, a 14 anni, venne ucciso da alcuni proiettili sparati a bruciapelo mentre correva in bicicletta nella sua città, Muridke. Oggi Francesco d’Adamo ci ripropone un’edizione speciale dedicata alla sua storia, con un’introduzione di Gad Lerner. Nel libro chi parla è Fatima, la ragazzina pakistana che ha condiviso le sue giornate lavorando con Iqbal: Fatima pensa a quel suo amico nel suo nuovo Paese, l’Italia, e questo le capita soprattutto di notte, quando si sveglia per il freddo. Ricorda anche che se qualcuno dei piccoli lavoratori commetteva un errore, c’era la punizione della “tomba”, una cisterna interrata nel cortile dove rinchiudere i piccoli ribelli — tra questi, frequentemente, proprio Iqbal — esposti al calore torrido, boccheggiando per la mancanza d’aria. Fatima ricorda il giorno in cui arrivò Iqbal, venduto per debiti dal padre, un bambino che non pensava da altro che a scappare — e nei suoi sogni di fuga c’era sempre anche lei, la sua amica delcuore. Lettura indicata dagli 11 ai 15 anni

 

Portada.inddAnthony Browne
Il
Maialibro
Kalandraka Italia, 2013, collana “Libri per sognare”, pag. 40, illustrato, cartonato
€ 16,00 (al socio € 13,60)

“È pronta la colazione, cara?” chiedeva il marito; “È pronta la colazione, mamma?”, chiedevano i figli. Ma un giorno la signora Maialozzi si stufò e se ne andò via: per costringere marito e figli a prendere coscienza dell’importanza che tutta la famiglia collabori alla vita domestica e non ricada invece ogni cosa su di lei, che oltretutto lavora. Lettura indicata dai 6 ai 9 anni.

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