CONTANTE ADDIO: 1 ITALIANO SU 2 NON SI SENTE PRONTO

In molti farebbero a meno del contante se ci fossero sconti e sgravi, meno efficace il tema della lotta all’evasione fiscale

Meno contante per meno evasione e meno tasse. La proposta è stata lanciata dal premier Giuseppe Conte in vista della stesura della nuova legge di bilancio e sta tenendo accesa la discussione in questi giorni sulle modalità di attuazione e sui potenziali vantaggi e svantaggi per i cittadini .

Ma gli Italiani sono pronti a dire definitivamente addio a banconote e monete? La risposta è no, almeno per 1 Italiano su 2, vale a dire 22,4 milioni di cittadini. Il dato è emerso da un’indagine realizzata da facile.it.

ITALIA SPACCATA IN DUE

Sull’addio al denaro contante gli Italiani sembrano dunque dividersi equamente; alla domanda “Si sente pronto ad abbandonare l’uso del contante?” il 49,9% degli intervistati ha risposto sì mentre, come detto, per il 50,1% la risposta è stata negativa.

Meno propense a questo cambiamento sono risultate essere le donne; tra loro addirittura il 58,4% sì è dichiarato non ancora pronto a rinunciare del tutto al denaro fisico, contro il 41,4% registrato nel campione maschile. Dal punto di vista anagrafico, invece, sono i più giovani ad essere maggiormente preparati ad affrontare questo passaggio: nella fascia tra i 18 e i 24 anni il 62% dei rispondenti ha dichiarato di essere ormai pronto a usare solo la moneta elettronica.

Un dato inaspettato emerge invece dall’analisi delle risposte su base territoriale; i meno propensi ad abbandonare il denaro contante sono risultati essere i residenti nelle regioni del Nordest e del Nordovest, aree dove, rispettivamente, il 52,4% e il 51% dei rispondenti hanno dichiarato di non essere pronti, mentre nelle regioni del Sud e del Centro Italia il fronte dei “no” scende al 49%.

PERCHÉ NON SI È PRONTI

L’indagine ha voluto approfondire le motivazioni per le quali molti Italiani dichiarano di non sentirsi ancora pronti ad abbandonare definitivamente banconote e monete, o di esserlo solo in parte. La prima ragione, segnalata dal 36% dei rispondenti, è che il denaro contante è considerato più comodo e facile da usare rispetto agli strumenti di pagamento elettronici, mentre il 18% ha dichiarato che, molto semplicemente, è abituato ad usare i contanti e preferisce questo metodo.

SCONTI, DETRAZIONI O RIDUZIONE DELL’EVASIONE FISCALE: COSA FUNZIONA DI PIÙ?

L’indagine ha cercato infine di capire quali sono gli strumenti che potrebbero far cambiare idea a coloro che sono ancora reticenti ad abbandonare la moneta fisica. La leva ritenuta più efficace è quella degli sconti: quasi 6 Italiani su 10 (58,5%) hanno ammesso di essere disposti a dire addio alle banconote qualora venissero riconosciuti degli sconti per le transazioni effettuate con carte elettroniche. Una misura apprezzata, in particolare, dalle donne (60,1%) e dai più giovani (72% nella fascia di rispondenti con età tra i 18 e i 24 anni).

Consensi minori, invece, sono stati raccolti da un altro strumento tra quelli ipotizzati in un primo momento dal Governo: gli sgravi fiscali in dichiarazione dei redditi. Questa misura, ritenuta efficace solo dal 47,2% dei rispondenti, raggiunge il massimo apprezzamento tra coloro che hanno tra i 25 e i 34 anni di età (54,2%), non a caso la fascia di età nella quale si affrontano le prime dichiarazioni dei redditi.

Fa riflettere, invece, che la riduzione dell’evasione fiscale — ragione principale per cui il Governo vuole impegnarsi nella riduzione dell’uso dei contanti — sembra essere l’elemento che ha meno presa sugli Italiani; solo 1 rispondente su 3 (32%) ha indicato questo aspetto come leva efficace per fargli cambiare idea circa l’uso delle banconote cartacee.

Elena Leoparco

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