La cultura finanziaria delle famiglie rimane “contenuta”

Italiani ancora indietro nell’educazione finanziaria. Uno su due non sa definire nozioni finanziarie di base, meno di uno su cinque si orienta nel caso di concetti avanzati. Nel complesso “la cultura finanziaria delle famiglie italiane rimane contenuta”. A dirlo è la CONSOB (Commissione nazionale per le società e la borsa) nel Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie italiane per il 2018, pubblicato in occasione del mese sull’educazione finanziaria.

L’indagine si basa su un campione di 1601 italiani rappresentativi dei decisori finanziari. Solo il 10% del campione è in grado di ordinare correttamente alcune opzioni di investimento per livello di rischio. Le conoscenze finanziarie (reali e percepite) e le capacità di calcolo sono positivamente correlate al livello di istruzione e ad alcune inclinazioni personali, e hanno una correlazione negativa con l’ansia finanziaria. Gran parte del campione mostra un’elevata avversione alle perdite e dichiara di non essere orientata all’assunzione di rischio.

Il 47% degli intervistati dichiara di predisporre un bilancio familiare, mentre solo il 30% tiene traccia scritta delle spese. La maggior parte del campione valuta gli acquisti attentamente, salda le utenze a scadenza e onora i debiti contratti. Solo un terzo delle famiglie dichiara di avere un piano finanziario e di controllarne gli esiti.

Il 20% degli intervistati non saprebbe come affrontare una riduzione significativa del reddito disponibile, mentre più del 30% si adopererebbe per rivedere al ribasso le abitudini di spesa. In caso di contrazione del reddito lo stile di vita potrebbe rimanere inalterato per circa 1/5 delle famiglie, soprattutto grazie ai risparmi accumulati. Nel dettaglio, le famiglie intervistate risparmiano in modo regolare (soprattutto per precauzione) nel 40% dei casi circa e in modo occasionale nel 36% dei casi; il 25% non accantona nulla, soprattutto per vincoli di bilancio. Il 29% delle famiglie partecipa al mercato finanziario: dopo i depositi bancari e i prodotti postali, le attività che pesano di più nel portafoglio degli investitori sono i fondi comuni e i titoli di Stato.

fonte: helpconsumatori.it

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