LE STRATEGIE ANTI-CAROVITA DEGLI ITALIANI

La ripresa che ha fatto capolino negli ultimi mesi del 2021 potrebbe essere ostaggio nel 2022 di un’inflazione arrivata al +4,8%. Che non risparmierà neppure i consumi di base del comune “carrello della spesa”.

Secondo due ricerche, il 2022 rappresenterà un vero banco di prova per la GDO italiana, che dopo un ottimo 2020, archiviato, anche grazie alla spinta del COVID e al conseguente irrobustimento dei consumi domestici, in crescita del 4,8% sul 2019, e dopo un 2021 chiuso in sostanziale pareggio rispetto all’anno precedente, dovrà confrontarsi un probabile rialzo dei prezzi. Stando ai manager dell’industria alimentare interpellati da Coop ci attende, infatti, un incremento medio in questo settore superiore al 3,5%, spinto da un’ondata inflattiva che, per il 63% del campione, riguarderà sicuramente tutto il 2022.

Una prospettiva certamente poco confortante, davanti alla quale gli Italiani — dicono sempre gli studi di Coop — reagiranno ricorrendo a una controffensiva basata su un variegato mix di leve, tra le quali spiccano:

  • l’attenzione alle promozioni
  • la ricerca dei punti di vendita e dei canali piùconvenienti
  • la riduzione degli sprechi alimentari.

Ma soprattutto — dice ben il 61% dei manager della filiera — i consumatori del Bel Paese ricorreranno alla marca del distributore, considerata la soluzione capace di garantire il migliore rapporto tra qualità e prezzo.

Va detto però anche — osservano sempre le indagini di Coop — che queste strategie non potranno presumibilmente impedire una riduzione degli scontrini che colpirà in modo particolare il sud del Paese e le classi meno abbienti, segnando così una nuova ancora più consistente divaricazione dei consumi rispetto ai ceti più benestanti.

In termini di consumo per il 2022, secondo l’indagine NielsenIQ Global Consumer Outlook 2022 gli intervistati si aspettano di spendere di più per le utenze, come le bollette di luce, gas e telefono (41%) e per gli acquisti alimentari (22%). Con il continuo pessimismo sulla fine della pandemia, i consumatori italiani credono che spenderanno meno per pasti (51%) e intrattenimento (49%) fuori casa e vacanze all’estero (39%).

In occasione della Giornata internazionale del risparmio energetico del 18 febbraio ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile ha presentato una Guida in 20 punti per risparmiare sui consumi e aiutare l’ambiente (vedi sotto).

Alcuni esempi? Spegnere le luci e il riscaldamento quando usciamo di casa, non aprire le finestre se c’è il termo acceso e spegnere il PC se non lo usiamo. Importante anche non eccedere con la temperatura nell’abitazione, ovvero oltre i 19–20 gradi.

Sono nati anche siti internet, come il sito governativo www.quellocheconta.gov.it, che si occupano di aiutare a risparmiare e a capire quali siano le tattiche migliori per farlo. Interrogata in proposito, la professoressa Vera Negri Zamagni, docente di storia economica presso l’Università di Bologna, spiega: «Oggi i consumi sono guidati dalla pubblicità e dallo status, due elementi che rappresentano un incentivo molto forte al consumo, capaci di farci sembrare irrinunciabili alcuni beni dei quali in realtà non abbiamo bisogno. Consiglierei di esercitare l’abitudine di distinguere apparenza e sostanza, attrazione e necessità, bisogno indotto e bisogno reale. Per farlo è sufficiente concentrarsi su quello che serve veramente a noi e alla nostra famiglia»

Fonti: gdonews.it, ilsussidiario.net, quellocheconta.gov.it 
Per approfondire: http://www.quellocheconta.gov.it/it/abc-quello-che-conta/cosa-e-come/come_gestire_il_bilancio_familiare.html

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