RINCARI: GLI AUMENTI DEI PREZZI IN ARRIVO DOPO LE VACANZE 

In autunno gli Italiani dovranno fare i conti con nuovi aumenti per una serie di voci, trascinate al rialzo dai rincari energetici e di quelli delle materie prime. L’inflazione si farà sentire sulle bollette (con le tariffe del gas verso il raddoppio), sul carrello della spesa, fino all’acquisto dei libri scolastici 

GAS L’eventualità di un taglio totale delle forniture di gas russo all’Italia disegna uno scenario difficile per l’inverno, ma già adesso si assiste all’impennata del prezzo del gas. ARERA guarda con attenzione alla situazione: occorrerà «prendere le misure», spiega il presidente Stefano Besseghini, «per capire se le risorse messe del Decreto Aiuti bis sono sufficienti». L’appuntamento è per fine settembre, quando l’Autorità sarà impegnata nell’aggiornamento delle tariffe elettriche, molto influenzate dall’andamento del prezzo del gas. 

La guerra e la siccità pesano sulle bollette, si teme un autunno ancora più caro. Consumerismo stima che ora il Kwh si aggiri in media su 0,40 centesimi. A settembre salirà a 0,60 per poi attestarsi a 0,80 centesimi. È stata elaborata una tabella sui costi dei principali elettrodomestici energivori calcolando che, ai prezzi attuali, tenerli accesi per 8 ore costerebbe 19 euro. Con la previsione di rialzi si arriverebbe attorno ai 40 euro. 

Inflazione, rincari sul cibo da 564 euro a famiglia. A luglio verdura +12,2%, frutta +8,8% 

IMPRESE Molte imprese denunciano che sono sull’orlo della chiusura a causa dei costi esorbitanti delle bollette. «Le misure del governo per contenere i rincari energetici» estese fino a dicembre «non saranno sufficienti visto l’attuale livello del prezzo del gas», dice il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli. «Un prezzo del gas di 250 euro al MWh si tradurrà in un prezzo record dell’elettricità, verso i 600 euro al MWh, 10 volte quelli che erano i prezzi anni fa. Questo significherà chiusure, recessione, calo dell’economia e distruzione della domanda”. 

LE CONSEGUENZE Tanti negozianti finora hanno cercato di limitare gli aumenti, ma nelle prossime settimane aumenterà il numero delle attività che saranno costrette a scaricare i costi extra sui clienti. «Dagli alimentari alla ristorazione all’abbigliamento, è impossibile non riversare gli aumenti ai consumatori», spiega a Repubblica Donatella Prampolini, vice presidente di Confcommercio 

CARRELLO DELLA SPESA Il Codacons ha fatto uno studio alla luce degli ultimi forti incrementi dei listini al dettaglio certificati dall’ISTAT attraverso il dato dell’inflazione (+7,9% a luglio), mettendo a confronto i prezzi di un paniere di beni e servizi in 17 province italiane. Sono emersi prezzi in forte aumento che mostrano enormi differenze tra una città e l’altra: a Napoli per fare la spesa si spende la metà rispetto a Milano 

IL PESO DELL’INFLAZIONE Federico Polidoro dell’ISTAT, intervistato da Repubblica, spiega che a luglio «l’inflazione si è stabilizzata intorno all’8% nonostante il rallentamento su base annua dei prezzi dei beni energetici. La tendenza molto probabilmente continuerà, a maggior ragione se i costi del gas, anche a causa delle persistenti incertezze del quadro internazionale, non cesseranno di salire, come sta avvenendo». 

GLI AUMENTI In autunno l’inflazione andrà misurata anche in base agli effetti degli aggiornamenti delle bollette da parte di ARERA, che da ottobre saranno mensili, e delle variazioni dei carburanti. Il 20 settembre scade lo sconto sulle accise della benzina introdotto dal Governo. 

BENI DI PRIMA NECESSITÀ Questa tipologia di prodotti peserà di più sulle tasche delle famiglie a basso reddito. Carlo Buttarelli, direttore ufficio studi Federdistribuzione, intervistato da Repubblica, spiega che «il carrello della spesa era al 9,1% già a luglio, ma considerati gli aumenti concessi ai nostri fornitori, a settembre supereremo la soglia psicologica del 10%. Data la grande pressione dei costi energetici, ci rimane ormai pochissimo margine di manovra». 

SCUOLA Settembre è anche il mese del rientro in classe e le famiglie dovranno fare i conti anche con questa spesa. Edoardo Scioscia, amministratore delegato di Libraccio, spiega che «sui libri scolastici gli aumenti, per via dei tetti di spesa imposti dal governo, non possono superare il 2–3%, ma gli editori sono comunque in difficoltà, a causa dei rincari di carta ed energia, e ci sono fortissimi ritardi nelle consegne. Anche per questo, quest’anno è aumentata la richiesta di libri di seconda mano». 

fonte: tg24.sky.it, 23 agosto 2022

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