UNA DIETA SANA PREVIENE LA DEPRESSIONE POST PANDEMIA

Le restrizioni causate dall’epidemia e la malattia stessa hanno fatto aumentare in modo significativo anche il malessere psichico e emotivo. Uno studio italiano (Brain, Behavior, and Immunity, Volume 94, May 2021, p. 138–147) testimonia che il 24% degli ammalati soffre, a distanza di mesi dalla guarigione, di depressione, ansia, insonnia. Psicoterapie, farmaci ipnotici e ansiolitici offrono soluzioni relativamente efficaci. C’è però anche un altro modo di affrontare il problema? 

Veniamo quasi tutti da una tradizione e da un ambiente culturale nei quali il corpo e lo spirito sono da secoli considerati sostanzialmente come entità separate, bisognose di risposte che viaggiano su binari paralleli. Per il corpo cibo buono e abbondante, attività fisica, sonno ristoratore. Per lo spirito l’arte, le pratiche religiose, al massimo le tecniche di rilassamento e la meditazione. Vien da chiedersi come mai nella lingua latina salute (del corpo) e salvezza (dell’anima) siano espresse dalla stessa parola salus

Le pratiche e le filosofie orientali (taoismo, buddismo, shintoismo, yoga, ayurveda, ecc.) non hanno mai smesso di considerare corpo e spirito come strettamente connessi. Suggerendo, tra l’altro, che le regole che guidano l’assunzione del cibo (la scelta di questo o quell’alimento, i metodi di cottura, gli orari dei pasti, la masticazione accurata, le ritualità, ecc.) contribuiscano al benessere e all’equilibrio del corpo e contemporaneamente dello spirito. Anche dalla scienza arrivano conferme dello stretto legame tra abitudini alimentari, benessere della mente e prevenzione della depressione. In una revisione di studi (Nutrition Reviews, Volume 79, Issue 9, September 2021, p. 976–987) è risultato chiaro che una dieta sana riduce in modo significativo il rischio di depressione. 

Che significa dieta sana? In un altro studio che ha seguito per sei anni 26.225 uomini e donne tra i 18 e gli 86 anni (The British Journal of Nutrition, 2018) i sintomi depressivi erano significativamente inferiori in coloro che consumavano più verdura, frutta, cereali integrali e qualche porzione di pesce. 

Aveva già capito tutto quel rompiscatole di Socrate: «Per ogni loro azione gli uomini hanno bisogno del corpo, anche nell’esercizio del pensiero. La perdita di memoria, la depressione, il malumore, la pazzia spesso colpiscono la capacità di pensare di molti proprio perché il corpo non è in buone condizioni». 

Paolo Pigozzi 

Fonte: L’Extraterrestre, 20 gennaio 2022

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