Non è fantascienza: con gli insetti sparisce la vita

Il “fenomeno del parabrezza” è una definizione nata per descrivere un processo che gli scienziati di tutto il mondo hanno iniziato a segnalarci nel corso degli ultimi dieci anni: la progressiva sparizione degli insetti. La scelta bizzarra del nome origina dalla constatazione che, a differenza di qualche anno fa, capita sempre meno di dover pulire i parabrezza delle auto dagli insetti. A dispetto del nome quasi divertente, si tratta di un fenomeno preoccupante.

Le popolazioni di insetti diminuiscono a ritmi impressionanti: in media, parliamo, di una perdita del 60% del totale. Forse per alcuni pensare di non dover più lottare con le zanzare nelle sere d’estate o di non dover respingere orde di cimici in autunno può sembrare una buona notizia, ma potrebbe trattarsi di una delle peggiori catastrofi del nostro tempo. Gli insetti assicurano l’impollinazione delle piante e lo smaltimento della materia organica morta, sono la base trofica di gran parte delle catene alimentari e la loro scomparsa (ma anche la loro drastica diminuzione) avrebbe effetti devastanti, molti dei quali ancora non siamo nemmeno in grado di prevedere e immaginare.

Tra le cause principali di questa moria ritroviamo tre elementi: l’impiego massiccio di chimica in agricoltura (pesticidi a base di neurotossine, fertilizzanti di sintesi, fungicidi), la riduzione dello habitat (continua diminuzione degli spazi incontaminati e verdi a favore di paesaggi completamente antropizzati e artificiali) e il cambiamento climatico che, con l’innalzamento delle temperature, ha effetti negativi sulla fertilità di molte specie. La combinazione di questi tre fattori, tutti causati dall’attività umana, è alla base di un processo che rischia di avere serie conseguenze anche sulle nostre prospettive di vita sulla Terra.

Quando parliamo di biodiversità e di specie a rischio di estinzione, immaginiamo la scomparsa definitiva di tutti gli esemplari di una specie. Parlando di insetti gli scienziati hanno introdotto un concetto nuovo, quello di estinzione funzionale: non è necessario che una specie scompaia del tutto, è sufficiente che il numero di esemplari di quella specie diminuisca al punto da compromettere la sua funzione all’interno della catena trofica di un ecosistema. Ed è proprio quello a cui stiamo assistendo. La diminuzione drastica di alcuni insetti sta mettendo in difficoltà la sopravvivenza di uccelli e di pesci che se ne nutrono e così a cascata, in un circolo vizioso che non sappiamo dove porterà.

Se non cambiamo un modello fallimentare, ci aspettano tempi cupi.

Rinaldo Rava

fonte: slowfood.it

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