Acquistare le zucchine in estate non è solo questione di sostenibilità

Il periodo è quanto mai propizio per ogni genere di ortofrutta tipico della stagione: si compra tutto di buona — se non di ottima — qualità, a prezzi davvero convenienti. Le melanzane sono sempre molto presenti in ogni mercato e a poco più di € 1 al chilo. In tema di frutta iniziano a essere raccolte le delicatissime susine Santa Clara e le Reine Claude; addirittura ci sono le prime mele della stagione 2019, sono di pezzatura medio piccola e costano anche loro poco più di € 1 al chilo.

Stesso prezzo per le zucchine, sulle quali vogliamo fare un piccolo focus. Chi le compra in inverno a € 7 al chilo e poi si lamenta di quanto siano care forse non si chiede perché in estate costino così poco. Appena le temperature si alzano, le zucchine iniziano a prodursi praticamente ovunque e offrono il vantaggio di poter sempre scegliere prodotti locali e molto freschi in qualsiasi zona del Paese.

Non si tratta soltanto di un vantaggio in termini di sostenibilità, perché la zucchina così mantiene la giusta consistenza, rimane soda e non troppo acquosa, se è di buona qualità riuscirete a “sentirla” davvero mentre la mangerete.

Naturalmente sono coltivate in campo aperto, dove sono molto facili da crescere e con il giusto caldo sono super produttive: si pensi che in questi giorni si è in grado di passare a raccogliere le zucchine al mattino per poi ripassare alla sera e fare un secondo raccolto.

Ricordiamo che la zucchina si raccoglie a uno stato vegetativo molto anticipato rispetto alla maturazione completa. In questo modo la polpa si mantiene tenera ma sufficientemente soda e la buccia ben tesa (altro indice di freschezza). Le varietà sono tante e non ci sono grandissime differenze in termini di gusto, sono forse più importanti il tipo di coltivazione, la provenienza e il momento del raccolto. Ma segnaliamo comunque la più diffusa, la striata d’Italia o di Napoli, che ha un frutto lungo e sottile con evidenti striature chiare; la verde di Milano, a frutto lungo e di polpa ben soda; la tonda di Nizza, tondeggiante, delle dimensioni di un’arancia. Poi ci sono la bianca di Trieste, o mezzo lungo bianca; la faentina, con bacche di forma clavata e di colore grigiastro.

Varietà locali sono infine la rigata pugliese, la genovese, la romanesca, la bianca sarda, la veneziana e la bolognese, a testimonianza che si coltivano davvero dappertutto.

Per conservarle ora che sono in abbondanza vi consigliamo di metterle sottolio.

Carlo Bogliotti

fonte: La Stampa, 6 luglio 2019 (articolo attualizzato)

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